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Kevin Costner: “Faccio film per non esser dimenticato”

È a Roma Kevin Costner per presentare il suo ultimo film, “Criminal”, nelle sale italiane dal 13 aprile. L’attore ha dichiarato in sala stampa: “La mia vita è come la vostra. Non ci sono differenze tra me e le altre persone, eccetto forse per quello che riguarda la fama. E proprio come ognuno di voi, anche io vorrei dimenticare delle cose, alcuni errori commessi, ma poi riflettendo mi accorgo che quello che sono, nel bene e nel male, è frutto anche degli errori compiuti. Ho dei rimorsi, ma proprio tenendo a mente quegli sbagli cerco di non ripeterli più”.

Nel film, diretto da Ariel Vromen (The Iceman), il film – scritto da Douglas Cook e David Weisberg, Costner veste i panni di un pericoloso detenuto. La pellicola parte con la missione di un brillante agente CIA, Bill Pope (Ryan Reynolds), che poco dopo viene ucciso. Per riesumare i segreti che Bill si è portato nella tomba, informazioni fondamentali in grado di salvare il pianeta da un potenziale e letale attacco terroristico, il capo londinese della CIA (Gary Oldman) chiede al dottor Franks (Tommy Lee Jones) – da anni impegnato nella sperimentazione di una tecnica in grado di trasferire il pattern cerebrale di una persona nella mente di un’altra – di provare a far migrare i ricordi di Pope in un altro uomo. La memoria dell’agente viene così impiantata nel cervello di Jerico Stewart (Kevin Costner), pericoloso detenuto nel braccio della morte, uomo privo di empatia o emozioni, nella speranza che riesca a portare a termine questa disperata missione di salvataggio.

“Di solito i morti vanno nelle tombe con i loro segreti, ma grazie ai progressi della scienza sappiamo che un giorno o l’altro sarà possibile trasferire i ricordi di una persona in un’altra, cosa che potrebbe avere delle implicazioni enormi”, dice Kevin Costner, che nel film è chiamato ad interpretare un uomo incapace di distinguere il bene dal male, capace anche di efferate violenze: “Non so cosa abbia visto in me il regista per decidere di affidarmi questo ruolo…”, aggiunge l’attore, che torna ad essere un “cattivo” oltre vent’anni dopo Un mondo perfetto di Clint Eastwood.

“In realtà non vedo nulla di criminale in Kevin, ma mi piace andare oltre, spingere una persona a uscire dall’ambiente che conosce. Avevo visto in lui questa sorta di dualismo, che si esalta in un personaggio di questo tipo. Se scegli qualcuno che il pubblico non si aspetta come cattivo hai più spazio per creare qualcosa di originale”, spiega Ariel Vromen, che sul film aggiunge: “Ero molto affascinato dall’idea alla base della sceneggiatura, ovvero far continuare a vivere i ricordi, la memoria di qualcuno che non c’è più, nella testa di un altro uomo. Ho anche fatto delle ricerche in ambito scientifico, per cercare di capire come il ricordo possa influenzare le emozioni delle persone: noi siamo ciò che siamo per via di quello che ricordiamo”.

E in Criminal, spy-thriller ricco di azione, c’è anche molto spazio per questo tipo di riflessione: Jerico inizia a scoprire un lato dell’esistenza che non conosceva, quello legato alle emozioni e ai sentimenti, grazie ai continui ricordi del defunto Bill. L’incontro con la moglie (Gal Gadot, che sarà presto nelle sale anche con Codice 999, oltre a vestire i panni di Wonder Woman in Batman v Superman, film dove tra l’altro Costner compare in un cammeo) e la figlia di quell’uomo sarà da questo punto di vista decisivo.

“I nostri ricordi sono il cuscino dove poggiamo la testa prima di addormentarci”, dice ancora Kevin Costner, che aggiunge: ”E credo sia interessante riflettere sulla possibilità che la nostra memoria continui a vivere, magari nella testa di qualcun altro, quando non ci saremo più. Anche se, come in tutte le cose, credo sia giusto individuare dei limiti per quello che riguarda la scienza”. Limiti che non sembrano arrivare mai per quello che riguarda la minaccia terroristica, nel film incarnata dall’anarchico spagnolo Heimdahl (Jordi Molla): “Che cosa sta succedendo nel mondo? Io di certo non ho gli strumenti per capire cosa si possa fare, ma continuo a chiedermi incessantemente come sia possibile tutto questo”, dice l’attore. “Sarebbe bello poter cambiare la mente delle persone che minacciano la nostra libertà – aggiunge Vromen – magari inserendo in loro buoni ricordi. Quello che credo è che per cambiare le coscienze e le idee possa essere utile anche una maggiore apertura nei loro confronti, sperando così nel cambiamento”.

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