Aversa

I “Just4Clams” lanciano il primo singolo: intervista alla band aversana

Belli, talentuosi e intriganti, così sono definiti i Just4Clams (J4C) una nuova band pop punk/alternative rock italiana che si sta facendo notare nel panorama musicale campano. Il loro primo singolo, Violet, presentato con un videoclip professionale e affascinante, sta spopolando in rete e sta ottenendo un grande successo con numerose visualizzazioni in pochi giorni e tante recensioni positive.

Formatosi nel 2015, il gruppo è composto dalla cantante Rosa Giugliano, dai chitarristi Amedeo Federico Serra e Mario Marrandino, dal bassista Luigi Carbone e dal batterista Simone Lombardi. Anche se influenzati da vari gruppi – quali Paramore, All Time Low, My Chemical Romance, Guns N ‘Roses e Pretty Reckless – i J4C, giovani tutti originari dell’agro aversano, cercano di farsi riconoscere attraverso un sound distintivo ed accattivante che porta in auge un mix tra melodia dolce e suono duro.

Il nome stesso “Just4Clams” è un gioco di parole congeniale che ha due significati: da una parte esso descrive J4C come “solo quattro persone accomodanti” che non hanno niente di più che un sogno in fiamme: la musica. Dall’altra, il nome è un incentivo per le persone che sono invitate ad incoraggiare la band con il motto: “We are here just for clams, just for them”.

Il loro primo singolo, fanno sapere, è stato realizzato grazie a Daniele Lombardi (sceneggiatore e scrittore) e Ilaria Lombardi (regista). Il soggetto del pezzo, così come dell’intrigante video, è stato interamente scritto da Daniele Lombardi.  “Il videoclip – dichiara quest’ultimo – ha per protagonista Violet e si concentra su un particolare momento della vita della ragazza: ha appena terminato il proprio percorso di realizzazione interiore, ponendo le basi per la ricerca del suo nuovo io e distaccandosi da tutti i problemi che la affliggevano. Alienazione, incapacità nel prendere decisioni, terrore verso il futuro e le incertezze che comporta, difficoltà nel sostenere relazioni sociali stabili. Oggi Violet è una persona nuova, che vuole a tutti i costi formarsi da sé e capire in che modo costruirsi il proprio universo, la propria vita. Non mancano, tuttavia, elementi disturbanti che le riportano alla mente ciò che è stato. A lei il compito di mettersi tutto alle spalle e confermare con forza la via intrapresa”.

Li abbiamo incontrati per una breve intervista e i loro occhi pieni di passione per la musica, oltre che la loro voglia di mettersi in gioco, ci hanno da subito conquistati. “Speriamo di conquistare anche il resto del mondo”, hanno detto, sorridendo discreti.

Se vi doveste descrivere con tre aggettivi, quali utilizzereste?

Testardi, dinamici, determinati.

State lavorando al progetto di un primo album, cosa ci proporrete?

Quella che proporremo nelle nostre canzoni è probabilmente la parte più vera di noi; una parte profondamente legata alle nostre aspirazioni e vicissitudini. Parliamo del carburante per eccellenza, l’amore, di delusioni e voglia di rivalsa.

Vi definite una band che mescola suono dolce e suono duro, diteci i nomi di due cantanti o band a cui vi siete ispirati rispettivamente per queste due tipologie di musica.

Ci ispiriamo principalmente a Paul McCartney e ai Foo Fighters, band alternative rock statunitense.

A quale tipo di pubblico vi rivolgete?

Spinti da quelle che sono le pulsioni di giovani adulti, possiamo ben dire di rivolgerci ad un pubblico giovanile che si proietta in uno più maturo. Le idee che portiamo avanti divengono idee proprie di chiunque.

La vostra band, considerate anche le influenze, fa palesemente parte di quell’universo musicale che viene comunemente definito “indipendente”. Se, uscendo da un certo tipo di percorso, vi proponessero di partecipare ad un talent (es.”Amici” o “X-Factor”) accettereste?

Per rispondere, riportiamo alcune affermazioni dell’eclettico Red Ronnie, che abbiamo deciso di condividere: “I talent soffocano la musica, impediscono ai veri talenti di andare avanti, creano un karaoke che assiste ad un continuo andirivieni di belle voci. I talent sono palco e luci, ma quando le luci si spengono, chi è che resta su quel palco? Diamante o grafite? Un artista o un idolo vuoto?”.

Che cosa rappresenta per voi la musica?

I pensieri e le immagini che circolano in noi sono fluidi preziosi. La musica li imbottiglia e assicura loro concretezza. Quando si fa musica, non bisogna fare altro che stappare e bere. 

Che cosa, invece, (se ovviamente c’è qualcosa) odiate del “mercato musicale”? 

La costante forzatura all’omologazione, sia per chi fa musica che per chi ne ascolta.

Oltre alla produzione dell’album, cos’altro sognate per il futuro? 

Quello che sognano un po’ tutti gli artisti: che il proprio lavoro continui ad essere riconosciuto e apprezzato e che a fare da collante tra noi, ci sia sempre e in primo luogo l’amicizia.  

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