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Festini a bordo della Vittorio Veneto: accuse anonime contro ammiraglio De Giorgi

Roma – Un dossier di 30 pagine anonimo sta facendo discutere su presunti festini e denaro speso per rendere confortevoli le cuccette della Vittorio Veneto, vicende in cui sarebbe coinvolto anche il capo di stato maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Feste sulla Vittorio Veneto, ragazze trasferite sulla nave militare con un elicottero, i Falcon usati come taxi, cavalli bianchi sui quali aspettare gli ospiti, le modifiche in corso alle navi in costruzione perché non avevano cuccette e aree per gli ufficiali abbastanza degne. Sono questi gli illeciti pubblicati dal Corriere e Repubblica.

Inevitabile l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura. Secondo il documento, era proprio De Giorgi l’organizzatore delle feste a bordo della nave, all’epoca del comando dell’incrociatore Vittorio Veneto, l’ammiraglia della flotta italiana fino al 2003. Feste con la nave in navigazione “con tanto di trasferimento a mezzo elicottero di signorine allegre e compiacenti”.

In un’altra occasione, sempre da comandante della Vittorio Veneto in sosta a New York, De Giorgi, secondo il dossier, “accolse gli invitati ad un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco appositamente noleggiato. Tutti sapevano e tutti, per paura delle sue vendette, tacevano l’uso improprio che l’ammiraglio, una volta diventato capo delle Forze Aeree della Marina, faceva degli elicotteri e soprattutto del velivolo Falcon 20 che in versione Vip lo trasportava continuamente come in un taxi”. In aggiunta, si parla di pranzi a base di “fiumi di champagne”. 

“Non ho il coraggio di venire allo scoperto – sono le parole di chi ha scritto il dossier – perché ho già abbondantemente pagato per non essermi piegato alle richieste del capo di stato maggiore. Bisognerebbe chiedersi come mai a tanti ufficiali dallo specchiato passato nelle commissioni di avanzamento e di vertice è stato precluso improvvisamente e senza spiegazioni ogni futuro sviluppo di carriera”. E sono elencati i nomi di coloro ai quali, secondo lui, non sono stati riconosciuti i giusti titoli.

De Giorgi, che dovrebbe andare in pensione il prossimo giugno, è coinvolto anche in altre indagini in cui è accusato di associazione per delinquere per aver chiesto l’aiuto di Gianluca Gemelli per far sbloccare stanziamenti di oltre 5 milioni, legate alla cosiddetta Legge Navale, cioè il programma navale inserito nella legge di Stabilità del 2014. In cambio De Giorgi avrebbe spinto per nominare a capo della Port Authority un funzionario “comodo” per Gemelli.

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