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Caserta, appalti e corruzione nella Difesa: 7 arresti. Ci sono ufficiali Esercito

Caserta – Un imprenditore casertano, Francesco Caprio, quattro ufficiali superiori dell’Esercito Italiano – Lucio Eugenio Cannarile (colonnello-comandante del X Reparto), Antonio Crisileo (tenente colonnello – capo Ufficio Contratti), Gaetano Mautone (tenente colonnello – capo Ufficio Amministrazione), Raffaele Bisogno (tenente colonnello – Capo Ufficio Lavori) – e due funzionari civili in servizio al Ministero della Difesa – Cinzia Giunta (ufficiale rogante) e Aniello Palomba (addetto amministrativo) – tutti in servizio al Decimo Reparto Infrastrutture di Napoli – sono stati arrestati, martedì mattina, da Guardia di finanza e Polizia nell’ambito di un’inchiesta su corruzione negli appalti.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, riguarda numerosi casi di tangenti versate dall’imprenditore agli ufficiali e funzionari indagati così da aggiudicarsi appalti banditi dalla Difesa.

Gli arresti sono stati disposti sulla base del naturale sviluppo investigativo degli elementi già posti a sostegno dell’ordinanza di custodia cautelare del 22 gennaio scorso nei confronti degli ufficiali Crisileo e Mautone e di Caprio perché, nella fase immediatamente successiva all’esecuzione di quell’ordinanza, il quadro probatorio si è arricchito di ulteriori e significativi indizi di reità.

Le indagini hanno consentito di disvelare un cospicuo numero di episodi di corruzione tra l’imprenditore casertano e gli ufficiali ed i funzionari del X Reparto, per effetto dei quali l’imprenditore Caprio è riuscito ad aggiudicarsi, in violazione di legge (così turbando la libertà degli incanti), una serie di appalti banditi dal Ministero della Difesa.

L’attività investigativa, anche in questa circostanza (come in quella relativa all’ordinanza di gennaio 2016), è stata alimentata dagli esiti positivi delle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche; dall’acquisizione di documentazione amministrativa e contabile; essa di recente si è arricchita delle dichiarazioni di Caprio, il cui narrato è parso coerente con i contenuti delle precedenti attività di indagine, permettendo la rilettura aggiornata del materiale di prova già acquisito e di individuare ulteriori responsabilità individuali.

Il complesso degli elementi raccolti, unitamente con le dichiarazioni di Caprio, hanno consentito, invero, di acclarare come svariate gare di appalto fossero state assegnate ad imprese riconducibili al medesimo imprenditore, dietro elargizione ai pubblici ufficiali di somme di denaro ed altre utilità. In particolare, si è accertato come le elargizioni di Caprio a beneficio dei pubblici ufficiali sia stata sempre pari al 10% del valore dei contratti stipulati tra le società a lui riconducibili ed il X Reparto.

In particolare, una prima vicenda corruttiva attiene alla indebita dazione di Caprio della somma complessiva di circa 45 mila euro per la aggiudicazione di due gare, in violazione di legge: i lavori di “Sistemazione degli impianti idrici, di depurazione e aggottamento” e quelli di “Rimessa e tenuta in efficienza dell’impianto termico a vapore e dell’impianto termico ad acqua calda”, presso la Caserma “Oreste Salomone” di Capua; i fatti risalgono alla fine del 2014.

Gli accertamenti ulteriori hanno consentito di acquisire elementi anche a carico del comandante Cannarile, nonché degli impiegati civili, Giunta e Palomba, nonché di qualificare la vicenda come ipotesi di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio.

La seconda vicenda – anch’essa risalente all’ottobre del 2014 – attiene alla indebita dazione della somma complessiva di circa 20 mila euro, da parte di Caprio, per l’affidamento in violazione di legge, in via diretta, alla “Golden Green sas”, società riconducibile al medesimo imprenditore, dei lavori di “ripristino della viabilità dell’area attiva del deposito di munizioni di Carditello”. In questo secondo caso, nelle qualità sopra indicate, Mautone e Crisileo si facevano, prima, promettere e, poi, consegnare da Caprio la somma complessiva di oltre 15mila euro (in due rate, una di 12mila e l’altra di 3.500), mentre Bisogno quella di 4mila euro.

Con particolare riguardo alle tre distinte gare d’appalto, aggiudicate in favore di imprese del gruppo Caprio, si è, dunque, accertato, rispetto alla precedente ordinanza del gennaio di quest’anno, una partecipazione all’accordo illecito da parte di tutti i pubblici ufficiali raggiunti dalla odierna misura, ritenuti organici di un ampio sistema corruttivo legato alla gestione degli appalti all’interno del X Reparto Infrastrutture dell’Esercito Italiano.

In alto il video della conferenza stampa in Procura. Guarda anche le intercettazioni: clicca qui

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