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Casapesenna, De Rosa a Erchie per l’incontro “Noi, uomini di Falcone”

Casapesenna –  Un altro importante appuntamento per Marcello De Rosa, primo cittadino di Casapesenna, che ha portato la sua testimonianza di “sindaco anticamorra” a Erchie, in Puglia. L’amministrazione del comune pugliese ha, infatti, organizzato una manifestazione al Palazzo Ducale, per la presentazione del libro di Angiolo Pellegrini, “Noi, gli uomini di Falcone”, a dare il benvenuto è stato Giuseppe Margheriti, sindaco di Erchie che ha introdotto i prestigiosi ospiti.

“Vorrei tanto che la realtà territoriale che, con grande orgoglio rappresento – ha esordito De Rosa nel corso del suo intervento – fosse da tutti individuata come una cittadina laboriosa della vecchia Campania felix. Purtroppo in molti conoscono il nostro territorio unicamente come la terra dei clan, la terra dei fuochi, la terra dell’illegalità. Ma, l’altra parte, o meglio la maggior parte di coloro che vivono e formano il tessuto sociale della mia cittadina sono sconosciuti ai media, perché il loro silenzioso lavoro non fa notizia. Indubbiamente, sarebbe assurdo negare una realtà tanto vera quanto dolorosa, abbiamo vissuto anni bui, anni in cui in molti ci siamo sentiti soffocati da un’aria malsana, e non mi riferisco solo ai veleni che sono stati scoperti nel nostro sottosuolo. Un’aria difficile da descrivere perché fatta di particelle indistinte, come la paura e lo sconforto. Un’aria che, per troppi anni ha creato intorno al nostro territorio una cappa pesante, resa ancora più pesante dai tanti pregiudizi. Marchiare un intero territorio per le azioni criminali di pochi, ha reso ancora più difficile la vita dei tanti onesti. Quei tanti che rappresento, e che hanno maturato la consapevolezza del cambiamento man mano che alcune verità hanno visto la luce. Soprattutto trovando il coraggio di denunciare e rompere la cortina del silenzio. Non dobbiamo mai più piegare la schiena”.

Il sindaco De Rosa ha poi raccontato alla platea la sua diretta esperienza di testimone di giustizia che vive sotto scorta: “Non mi sento un sindaco anticamorra – ha sottolineato – ho fatto il mio dovere di cittadino denunciando quattro anni fa, da comune cittadino, i miei estorsori. Ora come sindaco, con l’intera Amministrazione, stiamo portando avanti azioni concrete, che rappresentano l’unica risposta vera alla criminalità Più volte, in questi ultimi due anni, ho sottolineato il concetto che la legalità è una prassi quotidiana fatta di azioni. Ed ecco che abbiamo restituito ai cittadini alcuni beni sequestrati alla camorra per creare opportunità di sviluppo. L’unica possibilità concreta, per poter offrire un’alternativa valida al sistema camorra è quella di creare un sistema legalità che funzioni bene: offrire ai cittadini i servizi pubblici, creare nuovi spazi occupazionali, insomma riappropriarsi del proprio territorio. Ancora una volta il messaggio di legalità emerso dalle azioni amministrative ha dato fastidio a coloro che non avrebbero voluto mai voltare pagina. Ho subito, nel novembre 2014, un’aggressione in casa, dove dei vigliacchi hanno minacciato due bambine piccolissime, le mie figlie, e mia moglie. Di rabbia ne ho provata tanta, ma mai voglia di mollare. Paradossalmente le “loro” minacce mi hanno fortificato, mi hanno fatto comprendere che davvero stavo facendo un buon percorso amministrativo e di cittadinanza attiva”.

“Oggi non parliamo più di speranza – ha concluso De Rosa – siamo nella fase del ripristino della legalità anche se non dobbiamo mai ritenere di essere ad un punto di arrivo, siamo in cammino con molta umiltà, molta voglia di riscatto e tanta determinazione”.

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