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Ue: importazione olio tunisino senza dazio. Coldiretti: “A rischio made in Italy”

Strasburgo – Duro colpo per il made in Italy a causa della decisione presa a Strasburgo che permetterà l’importazione dell’olio tunisino senza il pagamento di alcun dazio.

La misura presa fa parte del pacchetto di aiuti d’urgenza per il Paese nordafricano, che comprende anche l’agevolazione di oltre 35mila tonnellate in più di olio. Il voto era stato sospeso il 25 febbraio. L’Aula ha approvato la decisione con 500 sì, 107 no e 42 astenuti.

In sommossa gli agricoltori italiani che dovranno competere con un prodotto a basso costo. Contrario il ministro Martina che ha commentato: “Sono contrario. Come ministero delle Politiche agricole abbiamo posto delle condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all’adozione del regolamento da parte della commissione”.

“Nel frattempo gli organismi di controllo del ministero, a partire da capitanerie di porto, corpo forestale e ispettorato repressione frodi intensificheranno le ispezioni ai porti sul prodotto in arrivo. La filiera dell’olio italiano è tra le più controllate in assoluto e negli ultimi due anni abbiamo alzato il livello della risposta contro possibili frodi come mai accaduto in passato”, ha aggiunto.

Roberto Moncalvo, direttore di Coldiretti: “Dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva della Tunisia per un totale di oltre 90 milioni di chili è un errore l’accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017. Anche se sono rilevanti i miglioramenti grazie Martina e agli europarlamentari, il nuovo contingente agevolato va ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi ‘agevolati’ annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano”. 

“Il rischio concreto – ha proseguito – in un anno importante per la ripresa dell’olivicoltura nazionale è il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori”.

Intanto la Coldiretti ha anche annunciato la crisi delle arance.  “Negli ultimi 15 anni sono andati persi 60mila ettari di agrumi e ne sono rimasti 124mila, dei quali 30mila in Calabria e 71mila in Sicilia”. L’associazione mette sotto accusa i prezzi pagati agli agricoltori che non riescono neanche a coprire i costi di raccolta a causa della concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero.

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