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Roma, tentano furto alla Banca Carige: presa “la banda del buco”

Roma – Era conosciuta come la “banda del buco”: tre uomini fermati dalla polizia mentre mettevano a segno l’ennesimo colpo. A segnalare la presenza dai malviventi all’interno della Banca Carige di via Enrico Fermi lo stesso personale dell’istituto di credito che ha notato la presenza di strani segni sul pavimento. Analizzando quest’ultimi, è stata rilevata la vera constatare un vero e proprio “buco” ricavato dal locale caldaie dell’edificio attiguo alla banca.

Gli investigatori della squadra mobile, nell’ambito di una specifica attività antirapina, hanno arrestato G.S., romano di 40anni, T.M., 32enne romano, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti, e P.V., anch’egli romano, di 31 anni, con precedenti per rapina ed omicidio, perché colti in flagranza di reato.

Sulla scia della segnalazione, nella mattinata di martedì è stato predisposto un apposito servizio antirapina nel corso del quale, verso le 8, è stato bloccato G.S. che, fungendo da “palo”, stazionava nei pressi dell’ingresso della banca in contatto via radio con i complici. Immediatamente dopo, gli altri equipaggi che presidiavano la porta d’ingresso del locale caldaie, sono intervenuti presso l’istituto di credito “stanando” dopo alcune resistenze, T.M. e P.V. dall’intercapedine che dava accesso agli uffici della banca. I rapinatori avevano predisposto tutte le cautele del caso in quanto erano in contatto via radio con G.S. il quale poteva dargli l’ok per l’ingresso in banca oppure avvertirli dell’eventuale presenza in zona delle forze dell’ordine.

All’interno del vano, ricavato con un lavoro durato svariati giorni, sono stati trovati numerosi attrezzi utilizzati per sfondare il solaio ed abbattere le pareti, due caschi da moto, due passamontagna, un apparato radio per comunicare con l’esterno, ed una pistola da utilizzare per consumare la rapina.

Il piano messo a punto dai tre rapinatori prevedeva che, una volta portato a termine il colpo, si sarebbero garantiti la fuga grazie ad uno scooter rubato, parcheggiato nei pressi della banca. Tutti gli arrestati, ai quali sono contestati i reati di tentata rapina in concorso, porto abusivo di armi e ricettazione, al termine degli atti di rito sono stati associati al carcere di Regina Coeli.

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