Italia

Pedalino, rapina alla Banca Agricola Popolare: arrestato uno dei malviventi

Pedalino (Ragusa) – Individuato e tratto in arresto uno dei rapinatori della filiale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, nella frazione Pedalino del Comune di Comiso. L’azione era stata messa a segno il 23 gennaio del 2015. Per rintracciare il responsabile è stata fondamentale la collaborazione tra il commissariato di polizia di Comiso e i colleghi di Rovigo.

Nei primi giorni del mese di aprile, infatti, l’ufficio di Polizia casmeneo veniva a conoscenza che personale della squadra mobile di Rovigo in data 27 marzo aveva tratto in arresto in flagranza di reato cinque soggetti proveniente dall’area siracusana per una rapina perpetrata ai danni della Monte Paschi di Siena agenzia di Adria (Rovigo).

Dalla visione delle foto-segnaletiche dei cinque malfattori solitamente scambiate dalle varie squadre mobile italiane, affinché via sia un continuo scambio di informazioni di interesse investigativo, l’attenzione di un ispettore addetto alla Squadra di P.G. del Commissariato di P.S. di Comiso si soffermava sul sopra indicato B D, in quanto le caratteristiche fisico-somatiche erano perfettamente corrispondenti a quelle del primo rapinatore a viso scoperto che in data 23.01.15 aveva perpetrato la rapina ai danni dell’istituto di credito in questione sia per altezza (1,80 mt) che per la corporatura (robusta) ed apparente età (circa 30 anni); questi faceva da “apripista” ad altri due complici completamente travisati.

Dalle investigazioni che erano state effettuate il 23 Gennaio 2015 dopo aver ascoltato un testimone oculare all’evento delittuoso emergeva che “primo rapinatore che era entrato in banca era a viso scoperto e indossava un cappellino con visiera dell’apparente età di 30 anni alto 1,80 circa corporatura robusta”. Alla luce di quanto avvenuto nel frattempo a Rovigo, l’ispettore essendo sempre più convinto che si trattasse dello stesso uomo riconvocava il testimone oculare il quale riconosceva senza ombra il rapinatore a viso scoperto che è entrato per prima all’interno dell’istituto facendo da apripista nell’immagine che ritraeva proprio B.D.

Le successive indagini permettevano di acquisire ulteriori elementi circa la presenza sul territorio proprio in quelle ore dell’uomo e di inviare una dettagliata comunicazione alla Procura della Repubblica. Le bontà delle indagini è stata confermata in data odierna allorquando la procura ha inviato la comunicazione di aver rinviato a giudizio direttissimo B.D. che già è detenuto presso un carcere del siracusano.

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