Aversa

Truffa alla “Aversa Bene”, posticipata udienza su richiesta di rinvio a giudizio

Aversa – Si dovrà attendere la prossima udienza, prevista per il prossimo mese di luglio (sempre presso il tribunale di Napoli Nord) per verificare se sarà accolta la richiesta di rinvio a giudizio per L.F., 68 anni, (notissimo esponente di una famiglia altrettanto nota in città, con un passato da politico, tanto da aver partecipato anche a delle primarie per la candidatura a sindaco e ad aver ricoperto la carica di assessore), il cognato A.D.V., 63 anni, la moglie C.D.V., 67 anni, e il figlio M.F., 37 anni.

Il Gup ha, infatti, rinviato l’udienza per consentire alle parti di presentare le proprie conclusioni. Dall’altro lato, vi sono 16 presunti truffati per un totale di circa tre milioni di euro, una somma che potrebbe anche (almeno a sentire le parti in causa) ridursi drasticamente.

Ieri doveva tenersi un’udienza di verifica del credito nell’ambito della procedura concorsuale che ha visto essere dichiarato fallito quale imprenditore di fatto lo stesso L.F., ma l’udienza è stata rinviata dal giudice delegato al prossimo 10 aprile.

Ed è da qui che potrebbero venire le sorprese. Hanno richiesto di vedere riconosciuto il proprio debito, infatti, molte più persone rispetto alle 16 parti presunte danneggiate in sede penale, ma il curatore fallimentare non sarebbe propenso a riconoscere il credito presuntivamente vantato per carenza di documentazione che ne provi il fondamento.

Da parte sua il principale accusato non ha inteso rilasciare dichiarazioni in proposito, affermando solo di essere fiducioso nella giustizia e di avere la coscienza a posto. Secondo quanto si è appreso tra gli interessati, le presunte vittime avrebbero utilizzato per i loro investimenti L.F. riuscendo a concretizzare ottimi risultati per quanto riguarda gli interessi. Ad un certo punto, gli investimenti sarebbero andati male per una serie di eventi congiunturali portando alla perdita anche del capitale investito.

Siamo, ovviamente, nel mondo delle ipotesi e sarà la magistratura, anche alla luce della documentazione raccolta da carabinieri del locale Reparto Territoriale e dalla Guardia di finanza del Gruppo di Aversa, a decidere.

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