Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

San Cipriano, Caterino: “Create le premesse per il rilancio di AgroRinasce”

San Cipriano – Più che un cambiamento, una rivoluzione. Per la terza volta nella sua storia, il consorzio Agrorinasce ha riunito l’assemblea dei sindaci per l’approvazione del nuovo statuto, adeguato alle novità introdotte nella normativa che disciplina le società partecipate dagli enti pubblici, e del regolamento per il controllo analogo congiunto delle attività.

Con questi due strumenti il consorzio ha ulteriormente alzato il livello di trasparenza, di controllo e di monitoraggio delle attività che verranno poste in essere. Ora, Agrorinasce e i Comuni soci sono pronti ad affrontare la fase di sviluppo, complessa ma avvincente, che coincide con l’avvio dei programmi comunitari 2014-2020.

I lavori dell’assemblea e il commento di Caterino – Le modifiche apportate sono frutto di un lavoro che ha coinvolto, in uno spirito di intensa collaborazione, le amministrazioni comunali consorziate e il consiglio di amministrazione, supportati dal notaio Nicola Rotondano, che ha ricevuto il verbale di assemblea e ha prestato la sua opera senza compenso, quale contributo all’attività di amministrazione e gestione dei beni confiscati alla camorra di Agrorinasce e apprezzamento per l’azione a sostegno della legalità che il consorzio svolge. «Abbiamo creato le premesse per il rilancio di Agrorinasce, quale agenzia di sviluppo e sicurezza del territorio», commenta, soddisfatto, il sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino, presidente dell’assemblea. «Nelle prossime settimane – aggiunge –, ogni Comune dovrà definire il piano di azioni che intende compiere e il tipo di contributo che il consorzio dovrà fornire».

Oltre a Caterino, all’assemblea erano presenti il consigliere di San Cipriano Enrico D’Alessandro, il sindaco di Casapesenna, Marcello De Rosa, e il vice, Giustina Zagaria, il commissario del comune di San Marcellino, Luigi Palmieri, il presidente del consiglio comunale di Casal di Principe, Amedeo Capasso, su delega del sindaco Renato Natale, il presidente del consiglio comunale di Santa Maria La Fossa, Salvatore Russo, su delega del sindaco Antonio Papa, e il presidente del consiglio comunale di Villa Literno, Valerio Di Fraia, su delega del sindaco Nicola Tamburrino. A gran completo anche il Cda di Agrorinasce, con il presidente, la viceprefetto Immacolata Fedele, l’amministratore delegato, Giovanni Allucci, e il collegio dei revisori, composto da Sandro Fontana (presidente), Armando Coppola e da Eugenia Maisto.

La storia di Agrorinasce e l’impegno di Allucci – «Nata il 23 ottobre del 1998 – ricorda Allucci –, Agrorinasce è stata la prima società consortile in Europa costituita da amministrazioni comunali che aveva come scopo principale quello di rafforzare la legalità in un’area ad alta densità criminale, attraverso iniziative di sviluppo, di crescita, di occupazione e di cultura. È stato il primo soggetto pubblico che ha assunto tra i propri obiettivi la valorizzazione del patrimonio pubblico dei Comuni soci, a cominciare da quello dei beni confiscati alla camorra. Nel 1999 abbiamo avviato il primo di questi interventi in un bene di Casal di Principe, cui ne sono seguiti tanti altri, ma abbiamo operato anche per interventi infrastrutturali nelle scuole, nei centri urbani, nelle periferie. Il consorzio – prosegue Allucci – ha sempre dimostrato capacità progettuali che non ha eguali nella Provincia di Caserta, rispettando gli impegni con il Ministero dell’Interno e con la Regione Campania nella spesa dei fondi comunitari e adeguandosi, nel tempo, ai continui mutamenti delle norme nazionali e dei regolamenti per l’accesso alle risorse europee. Oggi Agrorinasce amministra 143 beni sottratti al malaffare e molti altri beni comunali, collabora con università, centri di ricerca e fondazioni e con decine di realtà sociali e di organizzazioni pubbliche e private, spinta – conclude Allucci – da una sete di sapere e di crescita e da una voglia di fare e di futuro, che, in quasi 20 anni, non si sono mai placate».

Nella foto, da sin. Allucci e Caterino

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