Aversa

Napolitano (5stelle): “Compostaggio per salvaguardare la salute pubblica”

Aversa – Ridurre le emissioni, salvaguardando la salute, l’ambiente, l’igiene ambientale e risparmiare denaro dei cittadini realizzando un impianto di compostaggio locale. E’ questo uno dei punti programmatici del movimento “Aversa a Cinque Stelle” che si appresta a presentarsi al voto amministrativo di giugno.

“A dispetto di ogni tentativo di negare il nesso tra l’aumento dei tumori e l’inquinamento ambientale, constatiamo un aumento di morti per tumore, anche nei bambini. In Campania ammalarsi di tumore, dopo la devastazione politica della Sanità, è già quello un calvario, ancor prima di combattere contro la malattia, un sistema, che se non fosse per l’abnegazione di medici e operatori, sarebbe già un rudere”, afferma il portavoce-candidato sindaco Domenico Napolitano, chiarendo come realizzare il progetto.

“Per organizzare il sistema in modo efficiente – spiega – si dovrà ripristinare il nucleo ambientale dei vigili urbani, investendo risorse finanziarie e organiche, incentivando il personale, individuare guardie ecologiche, per sensibilizzare e informare sulle corrette pratiche di riciclo, sanzionare gli indisciplinati, rivedere completamente l’appalto di servizio con la ditta di smaltimento penalizzando le condotte non osservanti il contratto di fornitura, valorizzare la raccolta differenziata spinta, contrastare gli sversamenti illegali delle tante aziende al nero ”.

Questo per cominciare, ma il punto focale del progetto è, raccolta differenziata spinta, “La frazione umida, in termini di peso, rappresenta – ricorda Napolitano – circa il 70% del totale ed è una frazione assolutamente riciclabile con impianti di compostaggio, ed ha, un costo unitario di smaltimento medio di circa 98,98 euro a tonnellata, dai dati disponibili, dall’osservatorio sui rifiuti del 2014 costo che per il comune di Aversa sale a circa 128 euro q tonnellata , per la mancanza di impianti di compostaggio provinciali, funzionanti, per il Comune è di circa 128 euro a tonnellata. Il costo unitario per lo smaltimento e il trattamento dei rifiuti indifferenziati (inceneritore o discarica) è invece di 189,75 a tonnellata”. “E’ evidente – continua – che se i rifiuti indifferenziati aumentano, perché chi li gestisce, non ha nessuna penalizzazione per la mancata resa del servizio, il danno si distribuisce sul Comune e sulle tasche dei contribuenti aversani, attraverso l’aumento della Tari e purtroppo anche sulla loro salute, sulla loro vita”.

“Nella gestione dei rifiuti, il compostaggio rappresenta – dice Napolitano – una forma di smaltimento e riciclaggio particolarmente interessante perché permette lo smaltimento della componente biodegradabile dei rifiuti solidi urbani, con recupero di materiale e riduzione dell’impatto ambientale. Evita fenomeni indesiderati che potrebbero aver luogo nel caso di trattamento dei rifiuti in discarica come produzione di biogas, percolato, odori. Consente il trattamento della frazione organica putrescibile che contiene notevoli quantità d’acqua e ne limita di conseguenza le possibilità di utilizzo. Permette di utilizzare completamente la frazione organica disponibile senza produzione di sottoprodotti da smaltire. Non richiede apporto energetico. Ha come risultato finale la produzione di compost, che si può considerare prezioso tenendo presente che il nostro paese lo importa per una spesa rilevante. Trasforma il rifiuto in materia prima”.

Ne segue che “un impianto di compostaggio a gestione pubblica, realizzato in consorzio pubblico con altri comuni dell’Agro Aversano, potrebbe – afferma Napolitano – risolvere il problema della mancanza di impianti e al tempo stesso, costituire una vera miniera per la tutela dell’ambiente e delle tasche dei cittadini, coniugando salute e un notevole investimento di ritorno economico Eliminerebbe, inoltre, quegli ostacoli per il raggiungimento di una raccolta differenziata spinta, che fanno lievitare i costi di smaltimento della componente organica quasi ai livelli di costo per tonnellata dell’indifferenziato secco”.

“Un impianto di compostaggio – ricorda l’attivista – presenta rischi zero per la salute dei cittadini. Parliamo di impianti che trattano umido, scarti di cucina e di giardino. Il processo di trasformazione, poi, avviene a temperature basse, fino ad un massimo di 70 gradi. Ovviamente, fondamentale è la gestione ed organizzazione della raccolta differenziata e della fase di stoccaggio”.

“Fondamentali sono inoltre altri provvedimenti tecnici tra i quali la chiusura delle aree operative destinate alle prime fasi di processo, l’utilizzazione di appositi canali per le aree esauste, il dimensionamento adeguato del sistema utilizzato per la deodorizzazione delle arie esauste e tanti altri che andrebbero comunque condivisi e pianificati con tutti gli attori del territorio, Cittadini, Consiglio Comunale, Provincia e Consorzio pubblico di gestione dell’Impianto”.

“Un ultimo aspetto sul quale vale la pena riflettere è – conclude Napolitano – quello economico. Un moderno impianto di compostaggio, in grado di trattare 12.000 tonnellate/anno di rifiuti servendo un bacino di utenza di 100mila abitanti, ha un costo valutabile in 2 milioni di euro, con un tempo di costruzione e collaudo di circa 1 anno, una vita media di 15 anni e si potrebbe realizzare con fondi europei e regionali o attingendo a finanziamenti statali. Anche i prezzi del compost, sono un elemento interessante e variano in relazione al settore di destinazione e agli acquirenti interessati. Solo a titolo di esempio, alcuni dati: il compost vagliato e sfuso non confezionato, passa da 2,5 euro/t massimi per il recupero ambientale a 2,5-10 euro/t per l’agricoltura a pieno campo e a 10-20 euro/t per la paesaggistica e il florovivaismo”.

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