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Camorra, Dna: “Nel Casertano meno violenza, più negoziazione”

Caserta – La modalità operativa del clan dei casalesi che opera nel Casertano “sembra in parte mutato; in altri termini si rileva, per la suddivisione delle aree d’influenza, un ricorso, più che alla contrapposizione violenta, alla negoziazione, anche fra diverse famiglie e associazioni” e quindi “una minore utilizzazione della violenza per reprimere eventuali dissidi interni”.

Lo evidenzia la Dna (Direzione nazionale antimafia) nella sua relazione, segnalando che “tutto ciò trova spiegazione in due diverse circostanze che, per la verità, appaiono l’una la conseguenza dell’altra: l’azione di contrasto, che ha consentito di smantellare in modo rilevante la cosiddetta ala militare del sodalizio”, e la mutazione della composizione dell’organizzazione e del suo modo di agire, per cui “in questo contesto il ricorso alla violenza – e tanto più all’omicidio – è sempre più relegato ad essere extrema ratio”.

Anche se, aggiunge la Dna, “i reati a più intenso rilievo patrimoniale, dal riciclaggio al reimpiego, dalla gestione degli appalti alla gestione delle puntate e delle scommesse d’azzardo on-line e sulle cosiddette slot, dall’usura alle estorsioni, commessi da affiliati ovvero da soggetti legati o contigui al clan, non mostrano alcuna flessione come ci indicano le stesse indagini preliminari svolte dalla Dda di Napoli, giunte di recente a conclusione”.

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