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Schengen, Renzi: “Rafforzare controlli senza sospendere libera circolazione”

Roma –  “Il principio della libera circolazione Europea oggi è messo in discussione. Dobbiamo essere i più forti a richiamare il valore dell’Unione Europea”, ha dichiarato il primo ministro Matteo Renzi mettendo a tacere le voci che circolavano sulla possibilità di modificare o sospendere il trattato di Schengen.

Nei giorni scorsi era stata diffusa la notizia di una modifica che non avrebbe permesso la libera circolazione delle persone e una durata massima di due anni dei controlli alle frontiere interne. L’annuncio è stato però smentito dal premier italiano che ha spiegato: “Non si bloccano i terroristi sospendendo Schengen. Alcuni terroristi sono nati nelle nostre città, c’è un misto di paura e mancanza di visione in questa ipotesi. Credo che sia mettere a rischio l’idea stessa di Europa. Spero che non succeda, ma non dipende dal governo italiano. Noi siamo per rafforzare i controlli, ma senza sospendere l’accordo di libera circolazione. Se avverrà, trarremo le nostre conseguenze”.

“La caratteristica dell’Europa è che prendendo la macchina non trovi una frontiera fino al Portogallo o all’Estonia, senza mai sentirti straniero – ha aggiunto – Questo era il grande sogno che oggi è messo in discussione. Dobbiamo essere molto seri sulle paure del terrorismo e degli attentati. Ma dobbiamo essere i più forti a richiamare il valore dell’Ue. Bloccando le frontiere non si fermano i terroristi, alcuni sono cresciuti da noi. C’è una mancanza di visione in questa ipotesi di chiudere Schengen”.
D’accordo anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble che ha dichiarato: “Se il sistema Schengen viene distrutto, l’Europa è drammaticamente in pericolo, dal punto di vista politico ed economico”.

A seguire, una telefonata avvenuta tra il presidente americano Obama e la cancelleria Angela Merkel in cui si è discusso della necessità di nuovi fondi da trasferire agli Stati che confinano con la Siria. 

Intanto, il primo ministro francese Manuel Valls ha sottolineato la necessità di attuare “misure urgenti per controllare le sue frontiere esterne. Se l’Europa non è in grado di proteggere i propri confini, è l’idea stessa di Europa, che sarà messa in discussione”, ha dichiarato.

“L’Europa – ha aggiunto – non può accogliere tutti i profughi in fuga dai conflitti in Iraq o Siria altrimenti le nostre società verrebbero completamente destabilizzate. Il messaggio che dobbiamo inviare è che non accoglieremo tutti i rifugiati, perché dire il contrario provoca maggiori spostamenti”.
Il premier ha dichiarato che la Francia potrebbe prorogare lo stato di emergenza, scattato dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre e previsto per almeno tre mesi. La misura potrebbe essere mantenuta finché non terminerà la “guerra totale e globale” contro l’Isis.

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