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Sanremo, Maitre Gims super ospite internazionale

Sarà anche lui sul palco di Sanremo, Maitre Gims l’artista top del momento. Re del rap in Francia, il cantante, da un mese in vetta alle classifiche dei singoli più venduti con la sua “Est-ce Que Tu M’Aimes” pubblica il suo secondo album da solista, “Mon Coer Avait Raison.

In veste di ospite sul palco della kermesse canora italiana, il re del rap d’oltralpe si dice felicissimo del successo e del riconoscimento da parte del pubblico italiano.  Dell’Italia ama lo stile e le Ferrari (ne possiede una, ndr), ma ammette di conoscere poco la scena rap nostrana, limitandosi a citare Fedez, Baby K e Clementino: “So che hanno molta popolarità”, afferma.

Nato in Congo, 29 anni fa, Maitre Gims (vero nome Gandhi Djuna) è arrivato in Francia a 2 anni da clandestino. Oggi è l’artista più pagato della nazione, grazie alla musica, che ha nel sangue. Papà e nonno entrambi musicisti, la passione di Maitre Gims è diventata professione dal 2003 quando “con gli amici della Sexion D’Assault (collettivo rap, ndr) – racconta – ho cominciato a fare rap e ho lavorato per farmi conoscere, fino al successo”.

Un album, quello in uscita il 29 gennaio, che separato in due cd mescola una pillola melodica ad una completamente rap. Una divisione ispirata al film “Matrix” per 26 canzoni in cui spicca la collaborazione con Sia. La star australiana canta in “Je Te Perdonne”, un duetto nato superando anche l’ostacolo linguistico. “E’ la melodia che rende internazionali le canzoni – dice Gims – Sia è stata rapita dalla melodia del brano e ha voluto accogliere il mio invito. Con lei è accaduto quello che è successo con ‘Est-ce Que Tu M’Aimes’ in Italia”.
“Quando ho iniziato a scrivere l’album – dice Maitre Gims –  sono venute fuori 2, 3, 4, 5 canzoni molto rap, perché ce l’ho nel dna, però nello stesso periodo ho scritto brani più pop. Non avevo voglia di fare un album unico con 27 canzoni e un mix delle due cose. Ho voluto sviluppare un concept e dare la ‘pillola rossa’ ai fan del rap e dell’hip hop più intransigenti e la ‘pillola blu’ a chi invece è più aperto ad altri tipi di sound”.

“Io penso che la mia musica si esprima al massimo attraverso la canzone. L’hip hop arriva a pochi, la melodia invece mi consente di arrivare a molte persone. Nel rap e nell’hip hop c’é molto vocabolario, però è la melodia che crea emozione. Le parole senza emozioni sono troppo deboli per raccontare storie. Io preferisco cantare piuttosto che rappare. E’ una cosa che sento naturale. E’ molto più bello, più efficace”, conclude il rapper francese.

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