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Raqqa, jihadista giustizia sua madre. Onu denuncia morti di fame a Madaya

Raqqa – Orrore a Raqqa dove un jihadista ha ucciso in un’esecuzione pubblica la madre che cercava di convincerlo a lasciare il gruppo terrorista dell’Isis.

La notizia è stata diffusa dall’Osservatorio siriano per i diritti umani ma come sottolinea la Reuters non è possibile verificare la notizia in modo indipendente. La notizia è stata ripresa anche dagli attivisti anti Isis di Raqqa is Being Slaughtered Silently – Raqqa viene massacrata nel silenzio – che nei giorni scorsi ha denunciato altre atrocità commesse dai jihadisti, tra cui l’omicidio della giornalista Raqia Hassan. 

Secondo quanto riferito, la donna Leen Al Qasem, di 40 anni, aveva suggerito al figlio, Ali Saqr, 20 anni, di lasciare insieme la città convinta che la coalizione a guida Usa avrebbe neutralizzato il gruppo di jihadsti. Il terrorista ha però riferito agli altri miliziani quanto detto dalla madre.

In seguito, la vittima è stata sequestrata e giustiziata in piazza nei pressi del luogo in cui lavorava, una posta locale. La 40enne è stata uccisa di fronte a centinaia di persone.

Intanto, l’Onu ha denunciato la difficile situazione vissuta dagli abitanti di Madaya che stanno morendo di fame. Secondo l’organizzazione delle nazioni unite, i bambini si starebbero cibando di foglie di alberi ma anche di cani e gatti mentre molti altri sarebbero già morti.

L’Onu ha però fatto sapere di aver ottenuto dal governo siriano l’assicurazione che un convoglio umanitario potrà raggiungere l’area. Ad approfittare della situazione sono i contrabbandieri che al mercato nero vendono i beni di prima necessità a prezzi esorbitanti: un chilo di farina a 90 euro, un litro di latte a 25, un chilo di riso a 80.

“Almeno 42mila persone rimangono a Madaya e sono a rischio di inedia”, ha affermato Yaqoub al Hillo, il più alto rappresentante Onu presso il governo siriano.

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