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Messico, “El Chapo” incastrato dal sogno di un film autobiografico

La cattura del re del narcotraffico messicano, Joaquin Guzman, detto “El Chapo”, è stata resa possibile anche dalla volontà del boss di girare un film autobiografico. Lo rende noto la procuratrice generale del Messico, Arely Gomez: “Aveva preso contatti con attrici, attori e produttori e questo ci ha permesso di individuare in modo preciso dove si trovasse”. El Chapo era evaso dal carcere l’11 luglio e a ottobre era sfuggito all’arresto.

Dal 6 gennaio sono stati osservati movimenti insoliti, fino all’arrivo di un veicolo con a bordo Guzman prima dell’alba del giorno successivo. “In quel momento è scattata l’operazione per la cattura”, spiega ancora la procuratrice federale, aggiungendo che il bilancio dello scontro a fuoco che ne è scaturito è stato di un soldato ferito e cinque aggressori morti.

Sei gli arrestati, ma fra loro non c’era El Chapo, riuscito a fuggire attraverso un tubo di scarico. Insieme ad alcuni complici il leader dei narco ha aperto un tombino e ha continuato la fuga in auto, ma è stato infine bloccato sulla strada Los Mochis-Navojoa.

Successivamente il leader del cartello di Sinaloa era stato individuato a Pueblo Nuevo, nello Stato settentrionale di Durango. Nonostante fosse stato avvistato da un elicottero, El Chapo ma non era stato abbattuto perché era accompagnato da due donne e una bambina.

“Le istituzioni di sicurezza hanno intensificato le azioni di intelligence, il che ha permesso a fine dicembre di sapere che il malvivente aveva intenzione di trasferirsi nella zona urbana”, spiega Arely Gomez. Pedinando i membri della cerchia più stretta del boss è stato possibile individuare una persona specializzata nello scavare tunnel, che stava realizzando impianti di aria condizionata in diversi edifici a Sinaola e Sonora. Così si è risaliti alla casa di Los Mochis, nell’area di Sinaola, e sono cominciati i controlli fissi.

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