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Lodi, appalti in cambio di denaro o regali: nei guai dipendente e imprenditore

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lodi hanno proceduto a perquisizioni in Lombardia, Emilia Romagna e Campania e all’esecuzione di un’ordinanza d’applicazione di misura cautelare personale nei confronti di un pubblico dipendente del Comune di Lodi, B.P., 61 anni, e di un imprenditore del beneventano, V.G., 50 anni.

I provvedimenti scaturiscono dall’inchiesta diretta della Procura di Lodi (dottoressa Laura Siani), per ipotesi di reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Le indagini, svolte con l’ausilio di attività tecniche, hanno trovato ampio riscontro nell’esame della copiosa documentazione acquisita presso l’Ente pubblico, nei servizi di osservazione degli indagati e nelle audizioni di persone informate sui fatti.

Sono state accertate una serie di condotte poste in essere dal pubblico ufficiale contrarie ai doveri del proprio ufficio e dirette a favorire un imprenditore dietro la sistematica corresponsione di denaro o altre utilità. L’imprenditore ha visto, negli anni dal 2008 al 2015, liquidarsi dall’Ente pubblico un importo pari a oltre due milioni di euro.

Il contenuto delle conversazioni intercettate ha evidenziato l’esistenza di un consolidato modus operandi dal quale si è avuta evidenza di circostanze relative allo stretto legame tra gli indagati che li ha visti, di volta in volta, stabilire il contenuto delle modalità di offerta per l’aggiudicazione degli appalti pubblici.

Più in particolare, la formulazione dell’offerta con forte ribasso necessaria all’aggiudicazione dell’appalto pubblico era concordata con la matematica certezza di recuperare il valore del ribasso mediante l’adozione di perizie di variante in corso d’opera o affidamenti di lavori extra-capitolato, per i quali si prodigava il dipendente pubblico.

L’ulteriore elemento del reato di corruzione, ovvero la dazione o promessa di denaro o altra utilità per il pubblico ufficiale, è stato oggetto di puntuale accertamento svolto dalla Guardia di Finanza.

L’approfondito esame di copiosa documentazione bancaria ed i numerosi riscontri hanno permesso di evidenziare dazioni di denaro da parte dell’imprenditore in favore della moglie del dipendente pubblico mediante consegna di assegni circolari e ricariche di carte prepagate postepay per quasi 10mila euro nel solo ultimo anno.

Altri singolari “benefit” a favore del dipendente pubblico venivano regolarmente pagati con carta di credito della società dell’imprenditore, quali i biglietti per un importante evento sportivo motociclistico (Gran Premio di San Marino della moto GP), l’acquisto presso Mediaworld di un televisore Led 55 pollici e presso Ikea di mobili per circa 2mila euro, effettivamente trasportati e montati a casa del dipendente pubblico.

Ulteriori approfondimenti sono in corso sul sistema contabile della società aggiudicatrice degli appalti, mentre i beni oggetto di illecito arricchimento sono stati già sottoposti a sequestro.

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