Quarto

Fico: “A Quarto l’amministrazione non è più del M5S”

“Nei fatti, a Quarto il M5S non c’è più”. Lo dice Roberto Fico a chi gli chiede se oltre al sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, siano stati espulsi anche i consiglieri comunali.

“Non hanno ancora ricevuto la mail ma quel che conta – rileva – è che di fatto l’amministrazione non è più un’amministrazione Cinque Stelle. Noi abbiamo pensato che la cosa migliore fosse andare tutti insieme alle elezioni. Ed è quel che abbiamo fatto”.

Sulla chat interna di M5s, che secondo i parlamentari Pd proverebbe che Fico e Di Maio fossero a conoscenza delle minacce al sindaco Capuozzo, il presidente della Commissione di vigilanza Rai replica a muso duro: “La chat è di tutti gli eletti in Campania. Può essere resa nota in qualsiasi momento. Se in quella chat avessero scritto qualcosa allora dovevano sapere tutti i parlamentari, tutti i consiglieri regionali e tutti gli eletti in Campania. In realtà è una chat organizzativa che può essere resa pubblica in qualsiasi momento. Chiunque affermi che i M5s sapevano tutto senza avere elementi verrà querelato”.

Poi Fico ha aggiunto: “Su Quarto si sta costruendo un castello di carta per diffamare me e Luigi Di Maio. Da noi – puntualizza – che non abbiamo né strutture né fondi del finanziamento pubblico la selezione dei candidati è migliore che nel Pd, dove ci sono 83 indagati”.

Carotenuto: “Nessuna comunicazione, ma poco importa” – “Non ci è arrivata nessuna comunicazione. Vuol dire che oggi guarderemo spesso le mail in arrivo. Ma di sicuro il nostro impegno sul territorio continuerà in ogni caso”. Così Giancarlo Carotenuto, consigliere di Quarto dopo la notizia di una possibile espulsione dal partito in caso di mancata condivisione della linea “anti sindaco Capuozzo”. “Poco importa – aggiunge il consigliere – se arriverà o meno la mail. Non è questo che fa cambiare il nostro impegno politico”. Ma i 15 consiglieri sono compatti? “Ogni giorno arrivano delle botte micidiali. Poi – aggiunge – vengono fuori stralci di conversazioni che destabilizzano. Noi siamo persone prestate alla politica, impreparate a subire questo processo mediatico”.

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