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Ferrari debutta in Borsa. Marchionne: “Nuova partenza”

Milano – Il cavallino di Maranello è debuttato in Borsa, lunedì mattina. Alle 9, Piazza Affari si è tinta di rosso con una partenza a 43 euro.

Dopo una sospensione e una ripresa, il prezzo delle azioni “rosse” si è bloccato a 43 euro. A un certo punto della mattinata il titolo Ferrari, dopo essere scivolato sotto quota 42 è stato sospeso, per essere riammesso a 42,79. Successivamente ha recuperato terreno e dopo aver toccato un minimo di 41,5 euro, il titolo della Rossa si è riportato al di sopra del prezzo di apertura a quota 43,23 euro.

L’avvio di seduta è stato in netto calo per Piazza Affari, in linea con le altre borse europee che scontano il tonfo dell’azionario cinese.

“Siamo sul mercato da pochi minuti – ha spiegato il presidente della Ferrari e amministratore delegato della Fiat Chrysler Automobiles Sergio Marchionne – e quindi giudicare l’effetto della scissione è prematuro. E lo sarà anche a fine seduta. Ci vorrà del tempo per capire, occorre tempo per l’assestamento: quello di oggi è sicuramente un giorno strano”.

“Il risultato di oggi della Ferrari in Borsa sarà determinato anche da gente che prende posizioni. Dobbiamo aspettare che nelle prossime due settimane le interferenze spariscano. Aspettiamo che si assesti. Ci vorrà tempo – ha aggiunto – Ferrari non ha nulla a che vedere con l’automotive”.

Il presidente si mostra così fiducioso e nel libro dei ricordi scrive: “Nuovo traguardo, nuova partenza”.

“Un traguardo incredibile, che mio padre non avrebbe mai pensato – ha detto Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, che ha sottolineato – resterò in azienda”.

“È con emozione e orgoglio che diamo il benvenuto oggi in Borsa Italiana a Ferrari, vera icona del lusso made in Italy e spesso considerato il brand globale più noto a livello mondiale. La scelta di Ferrari di quotarsi anche a Milano conferma il ruolo centrale di Borsa Italiana, sempre più riconosciuta a livello internazionale come piazza di riferimento per la valorizzazione di titoli espressione del lusso e dell’italianità”, ha commentato invece Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana.

Presente alla quotazione della Ferrari in Borsa anche il premier Matteo Renzi che ha potuto nuovamente ribadire la ripresa dell’Italia. “Finalmente l’Italia c’è. Non dobbiamo più avere paura dei mercati, se ci mettiamo in pista siamo i più bravi del mondo. La quotazione a Milano di Ferrari, dopo quella di New York, è un gesto importante che credo debba essere seguito da altre realtà quotate fuori”.

“L’Italia – ha aggiunto – deve smetterla di giocare con gli alibi, con i tentativi di giustificare le mancanze del passato. L’Italia finalmente c’è. I problemi in agenda nel 2015 non ci sono più, sono stati affrontati. La politica deve fare molto anche nel 2016, ma con la consapevolezza che l’Italia c’è e non deve aver paura del mondo. Questo è il messaggio che ci deve dare la quotazione Ferrari. Dobbiamo cambiare mentalità, saper anche affrontare momenti no, ma saper anche ripartire. Vorrei che il 2016 sia l’anno in cui la smettiamo di recuperare ritardi e anticipiamo il futuro”, ha concluso.

Salvini critica: “Renzi, re delle passerelle, arriva a Milano tra rulli di tamburo per la quotazione di Ferrari e il titolo viene sospeso in perdita. Ieri s’è preso la bacchettata di Eurostat e oggi piagnucola…Vien voglia di dirgli: stop chiacchiere, stai a casa”.

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