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Lippi in ospedale: “Renzi devo parlarti”. Ma sono degli hacker

È ancora in un letto d’ospedale, nello specifico nella stanza della terapia intensiva di Matera, Claudio Lippi ricoverato a seguito del malore che lo ha colto nella sera dell’ultimo giorno del 2015.

Ma a destare preoccupazione per il conduttore televisivo non è tanto la sua condizione di salute quanto la necessità di avere un confronto con il premier, Matteo Renzi.

Dal suo account Twitter scrive: “Sono in terapia intensiva, chiamami: sei determinante per la mia vita”. Il presentatore tv dal suo profilo social (anche se non certificato) ha scritto una serie di tweet indirizzati al premier dall’Ospedale di Matera dove è ricoverato dalla sera del 31 dicembre.

Claudio Lippi avrebbe dovuto presenziare alla trasmissione “L’anno che verrà” su Rai Uno insieme ad Amadeus e Rocco Papaleo. “Sono ricoverato a Matera. Avrei urgente necessità di comunicare con Matteo Renzi. Qualcuno glielo può comunicare? Grazie”, è il primo tweet lanciato da Lippi. Che poi aggiunge: “Caro Matteo, ho urgente bisogno di comunicare con te. Sono in intensiva all’Ospedale di Matera”. E poi ancora un altro tweet: “Ti assicuro che sei determinante per la mia vita. Non è uno scherzo. Ti prego!”.

A fare chiarezza sulla vicenda è stato il cronista di Repubblica che ha cercato un contatto e un chiarimento con lo stesso conduttore. Dallo stesso sito del quotidiano si legge: “All’ospedale lucano risponde la centralinista. ‘Non possiamo darvi informazioni sui pazienti’. ‘Ma guardi – insiste il cronista – che il vostro paziente ha chiesto di parlare con Renzi. O forse qualcuno gli ha rubato il telefono e sta scrivendo al posto suo’. Dopo un attimo di esitazione, la solerte operatrice telefonica scarica il barile: ‘Le passo il reparto’. ‘Medicina uomini’, conferma la maschile voce di un medico. ‘Il vostro paziente Claudio Lippi ha chiesto su Twitter di comunicare con il presidente del Consiglio. Rispettiamo la privacy sulle sue condizioni di salute, ma sarebbe importante che il signor Lippi confermasse’. Il medico è imbarazzato. Sbrigativamente liquida l’interlocutore con un ‘attenda’ e lo lascia appeso all’altro capo del telefono. Dove comunque può sentire quanto accade nella stanza. E riconoscere la voce di Claudio Lippi che, piuttosto infastidito, parla con qualcun altro. ‘Io chiedere di Renzi, ma le pare? Sono stati gli hacker, accade di continuo. Io qui sto benissimo’”.

Successivamente, è lo stesso Claudio Lippi a chiarire la questione che torna su Twitter per riconoscere la paternità del primo tweet, quello con la richiesta di un contatto con Renzi da cui tutto è cominciato. Attribuendo quanto è seguito all’opera di un “buontempone”. Ma sarà davvero Lippi a dare queste spiegazioni o proprio l’intruso? A questo punto è tutto un dubbio.

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