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M5S Aversa, aderenti al MeetUp si sfogano: “Elezione del portavoce una farsa”

Aversa – Altro che “Amici di Grillo”. I componenti del MeetUp di Aversa, nella serata di martedì 26 gennaio, dedicata al voto per la nomina del portavoce-candidato sindaco, hanno scritto una nuova pagina negativa, dopo quella di Quarto, per il movimento che intendono rappresentare alle elezioni amministrative se mai dovessero avere la certificazione da Grillo. E’ quanto si evince sia dai commenti rilasciati da iscritti al blog nazionale sia da alcuni componenti del MeetUp aversano chiamatisi fuori dal gruppo al punto da non partecipare al voto per la scelta del portavoce. Un voto trasformatosi in farsa con l’elezione scontata di Maria Grazia Mazzoni, unico candidato presente all’appuntamento di martedì sera, disertato sia da Domenico Napolitano sia da Vincenzo Noviello.

“Martedì sera – scrive Nino Daniele, elettore del M5S – votando la candidatura Mazzoni è stata interpretata l’ennesima farsa. In pratica se la sono cantata e suonata tra pochi intimi, visto lo scarso numero di presenti e che due dei candidati scelti inizialmente dal gruppo non hanno partecipato a quello che ha avuto i connotati di un colpo di mano in piena regola realizzato da una maggioranza precostituita da iscritti che non hanno mai mostrato attivismo dal momento che sono state stravolte le regole fissate nella riunione del 14 gennaio in cui si sono sottoposti alla graticola i tre aspiranti portavoce Grimaldi, Napolitano, Noviello e non la Mazzoni”.

“Dal meetup Amici di Beppe Grillo ho preso le distanze perché per me le regole e la coerenza sono fondamentali cosa che non è stato come si può vedere dai video verbali presenti nel sito”, dice Napolitano che ha considerato inutile essere presente al voto ritenendo più utile dedicare un periodo di riflessione sul ruolo del meetup aversano.

Un voto dal risultato apparso scontato per il metodo usato nell’imporre la candidatura della Mazzoni malgrado non si fosse sottoposta al preliminare della griglia considerato, inizialmente, doveroso perché abituale per il movimento così da diventare praticamente una regola ma che, come ascoltato nel video verbale del 21 gennaio, qualcuno ha sostenuto essere modificabile.

Considerando, poi, che nell’elenco dei 59 iscritti autorizzati a votare, chiamati uno ad uno nel video, erano presenti cittadini che hanno lasciato da tempo il gruppo cosa che non doveva sfuggire ad un coordinatore attento qual è parso Micillo, fratello del parlamentare, si ha la sensazione che il MeetUp di Aversa ricalchi le orme di quella vecchia politica che i cinquestelle veri vogliono cancellare.

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