Napoli

Mosaico “psico-geografico” degli studenti napoletani: mostra al Madre

Napoli – Si svolgerà mercoledì 13 gennaio, alle ore 12, nella Sala delle Colonne del museo Madre di Napoli, la presentazione del progetto “Questione di appartenenza” dell’artista Eugenio Tibaldi, a cura di Fabrizio Tramontano, insieme alle opere – cinque arazzi su carta descrittivi di una psico-geografia di alcune aree del centro storico di Napoli – realizzate in collaborazione con alcuni studenti del Liceo-Ginnasio “G.B. Vico” di Napoli.

Oltre all’artista e al curatore, saranno presenti il presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Pierpaolo Forte, il direttore del Madre Andrea Viliani, la dirigente del Liceo-Ginnasio “G.B. Vico” Maria Clotilde Paisio e le docenti Luciana Soravia, Giovanna Pastore e Ileana Passerelli, coordinatrici del progetto, frutto di una convenzione stipulata tra scuola e museo, sul modello alternanza scuola-lavoro voluto dalla legge 107.

Il progetto nasce nel 2014, dopo un anno di residenza nel centro storico di Napoli dell’artista Eugenio Tibaldi che identifica ben quattro distinte aree geografiche (Quartieri Spagnoli, Centro storico-Forcella, Sanità, Materdei-Montesanto), in cui una porzione consistente di residenti vive con regole alternative a quelle ufficiali, all’interno di un disordine solo apparente che risponde, in realtà, ad un apparato strutturale micro-sociale ben preciso.

La mappatura dei luoghi avviene all’interno di un workshop sulla lettura del territorio e delle sue periferie, condotto presso il liceo “G.B. Vico” di Napoli. Trenta studenti del Quarto e Quinto ginnasio, divisi in cinque gruppi, utilizzando il proprio smart phone, fotografano edicole votive, porte di accesso ai ‘bassi’, finestre, cassette per le lettere, stendi-panni, paletti, tubi dell’acqua, cavi, condizionatori e inoltre insegne, graffiti e necrologi: più di 24mila immagini da cui sono stati selezionati scatti per la composizione di collages poi ricomposti in cinque grandi arazzi di carta di Eugenio Tibaldi.

Un modo per scoprire a più larghe vedute la variegata cultura che si ritrova tra le strade di Napoli, utilizzando un mezzo moderno che i giovani usano abitualmente.

Le opere risultanti resteranno esposte al museo Madre fino al prossimo 18 gennaio e saranno oggetto di specifiche visite guidate a cura degli stessi studenti coinvolti nel progetto. I cinque grandi arazzi prodotti nell’ambito del progetto sono costituiti da tende forate usate come filtro attraverso cui guardare la complessità del mondo informale, un enorme ricamo traforato su carta fragile, una lente per guardare non il singolo dettaglio, dal puro valore storico-documentale, ma capace di restituire un’immagine globale, un archivio visivo del centro storico di Napoli, in grado di raccontarne i fenomeni sociali ed estetici. Un’opera complessa e riflessiva che cerca in un solo sguardo di catturare tutte le caratteristiche dei luoghi sopracitati.

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