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Tangenti, assolto Penati. Il Pm: “Prescrizione ha sfasciato l’indagine”

Milano – L’ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, Filippo Penati (Pd), è stato assolto dal tribunale di Monza, presieduto da Giuseppe Airò, nell’ambito del processo sul cosiddetto ‘Sistema Sesto’.

Penati era imputato per il reato di corruzione e finanziamento illecito dei partiti ed è stato assolto perché ‘il fatto non sussiste’. Anche gli altri nove imputati nell’ambito dello stesso processo sono stati tutti assolti. Per Penati l’accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni.

“Con questa sentenza si è messa fine ad un’ingiustizia durata quattro anni e mezzo – ha commentato Penati – Esce pulita la mia immagine di amministratore ed è stata restituita la mia onorabilità”. L’assoluzione non sorprende Pier Luigi Bersani, ex segretario Pd, che su Facebook scrive a proposito dell’ex capo della sua segreteria: “Assolto Penati. Io non ho mai dubitato. Ma quanto sono lunghi quattro anni?”.

I giudici di Monza hanno assolto tutti gli imputati, compresa la società Codelfa, o perché il fatto non sussiste, o perché non costituisce reato, sia con formula piena sia con la vecchia formula dubitativa. Il reato di concussione contestato a Penati su un presunto giro di tangenti legato alla riqualificazione delle aree Ercole Marelli e Falck di Sesto San Giovanni (Milano), città di cui Penati è stato sindaco, invece, era già stato dichiarato prescritto. L’accusa di corruzione riguardava la gestione della società autostradale Milano Serravalle, acquisita dalla Provincia di Milano, relativamente alla concessione dei lavori della terza corsia della A7 alla società Codelfa.

La prescrizione riguarda i reati commessi fino all’autunno 2006 ed è intervenuta nel 2013 per via della cosiddetta legge Severino. Così i giudici, oltre a Penati, hanno assolto Bruno Binasco, ex manager del gruppo Gavio, l’architetto Renato Sarno, l’ex capo di gabinetto della Provincia di Milano, Giordano Vimercati, l’ex segretario generale di Palazzo Isimbardi, Antonino Princiotta, gli imprenditori Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina, l’ex Ad di Milano Serravalle, Massimo Di Marco, e il manager della stessa società Gianlorenzo De Vincenzi.

Per Penati la Procura lo scorso luglio aveva chiesto quattro anni di carcere e per gli altri pene varianti da due anni e mezzo a un anno e quattro mesi e la confisca di 14 milioni di euro alla società Codelfa. I fatti contestati riguardano a vario titolo tre episodi di corruzione e due di finanziamento illecito ai partiti.

“Non credo si possa sostenere che il sistema Sesto non esistesse”, ha detto il pm di Monza, Franca Macchia, che ha sostenuto l’accusa nel processo. Il pm si è riferita al fatto che gli imputati sono anche in parte stati assolti con formula dubitativa e che il nucleo principale dell’indagine, quello relativo alle maxi-tangenti in cambio di permessi edilizi in aree ex Falck e Marelli, è stato “sfasciato” con la prescrizione intervenuta per via della cosiddetta legge Severino. Cosa che secondo la procura “ha reso più difficile il resto”. Il pm ha anche affermato che si riserverà di leggere le motivazioni dei giudici (saranno pronte in 90 giorni) per poi valutare se impugnare o meno.

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