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Renzi: “Se perdo il referendum ho fallito”

Roma – “Il 2015 è andato meglio del 2014. E’ andato meglio delle nostre previsioni nel 2014: lo dice la realtà dei fatti”. Lo afferma il premier Matteo Renzi alla conferenza stampa di fine anno “bacchettando” i giornalisti sulle notizie smentite, a suo dire, dai fatti. Il 2015, per Renzi, “è stato un buon anno. Ha visto in alcune delle principali sfide un segno che torna positivo”.

“Si diceva che l’Italia era in stagnazione perenne. – ha aggiunto il premier – Se guardiamo i dati vediamo che il segno più più torna a cresce: era previsto lo 0,7% e siamo allo 0,8”. E ancora: “C’è un indice di fiducia spaventosamente alto: quello dei consumatori è a quota 117,6 mentre un anno fa era a 97,4: il Paese si sta rimettendo in moto”.

“2016 sarà l’anno dei valori” – “Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà l’anno dei valori”, ha affermato poi il premier rimarcando che la legge di Stabilità, “che in molti criticano come mance e mancette, invece mette denaro su settori come scuola, università, cultura, servizio civile”. Renzi ha anche annunciato che a ottobre si terrà il referendum costituzionale: “Se perdo la mia politica sarà fallita”. E sull’Italicum ha commentato: “Un capolavoro parlamentare”. Secca risposta sull’ipotizzato rimpasto di governo: “Non non ci sarà”.

Lavoro – Riguardo all’occupazione, Renzi è parso soddisfatto solo in parte: “Il tasso di disoccupazione è ancora molto altro, troppo alto, ma è all’11,5%. Quando ti capita di essere fermato da un ragazzo che ti dice ‘ti ringrazio perché ho un contratto a tempo indeterminato’ ti rendi conto che il Jobs act ha portato un po’ di chiarezza. Ci sono più tutele, non meno tutele”. Tuttavia, ha proseguito, “ancora non basta, non sono soddisfatto del risultato”.

“Sarà il mio ultimo incarico pubblico” – “Questo sarà il mio ultimo ruolo pubblico, come è naturale che sia”, ha detto il presidente del Consiglio. “Quando hai coperto questo ruolo, dopo lasci”.

“Abolirei l’ordine dei giornalisti” – “Non credo che ci sia schiavitù o barbarie in Italia”, ha poi aggiunto il presidente del Consiglio rispondendo al presidente dell’Odg, Enzo Iacopino, che aveva parlato proprio di “schiavitù” da parte di alcuni editori. “La mia posizione sull’Ordine dei giornalisti è nota: io sarei per abolirlo”, ha aggiunto Renzi.

“Siamo tornati in politica estera” – Breve lo spazio dedicato alla politica estera: “Fino a qualche tempo fa l’Italia non contava niente in politica estera, non toccavamo palla, non c’era sugli incontri sull’Iran: ora siamo in grado di stare a quei tavoli. A Vienna dove ci si riunisce per parlare Siria, a Roma di Libia”, ha detto il presidente del Consiglio. E, sul rapporto spesso teso con l’Ue, ha aggiunto: “L’Italia non dichiara la guerra al’Europa: noi chiediamo solo di far rispettare le regole a tutti. Chiediamo rispetto per l’Italia e chiediamo chiarezza”.

Sulla legge di Stabilità, ha concluso: “Che Bruxelles accolga le richieste italiane sulla flessibilità sulla legge di Stabilità lo darei per scontato, perché l’Italia non solo non chiede sconti, ma ha rispettato tutte le regole.

Le slide “anti-gufi” – Il premier si è presentato alla conferenza stampa con alcune slide per riassumere l’operato del governo. E ogni slide era, di fatto, divisa in due parti: in quella superiore campeggiava il fumetto di un gufo con un messaggio di diffidenza o pessimismo; nella parte superiore veniva riportato, in diretta corrispondenza all’argomento toccato dal gufo, l’obiettivo raggiunto, secondo Renzi, dal suo governo.

Smog, “non piove governo killer…” – La conferenza stampa di Renzi cade nel secondo giorno di blocco del traffico a Milano e in altre città. “Siamo passati da ‘piove governo ladro’ a ‘non piove governo killer’ – ironizza il premier -. Ma l’Italia ha ridotto le emissioni ultimi 25 anni. Non tutti Paesi europei hanno fatto la stessa cosa”.

Poi il premier ha attaccato Grillo e Salvini, che lo hanno criticato aspramente: “Si può fare di più ma da qui a sostenere che c’è un governo che passeggia sui morti… Credo che ci sia un limite di decenza. Se qualcuno pensa che questo sia lo strumento per prendere voti faccia pure”. Renzi ha poi fissato l’obiettivo, “nell’arco di un paio di anni, di passare da 2mila centraline di ricarica elettrica a 20mila, di rinnovare il parco autobus e di efficientare le case popolari”.

“Banche, truffati riavranno quanto tolto” – Inevitabile, poi, un accenno al decreto salva banche che tanto polemiche ha suscitato nelle ultime settimane. “Chi ha subito danni o è stato truffato deve sapere che lo Stato è dalla sua parte e che faremo di tutto perché possa avere indietro quello che ha perso”, ha detto il premier aggiungendo di non voler chiedere deroghe a Bruxelles sulle attuali regole. “Non c’è rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide” di tante banche europee e non cambierei il sistema bancario con quello tedesco nemmeno sotto pagamento”, ha poi ribadito.

“Unioni civili dividono, ma ok nel 2016” – Come anticipato nella e-news di domenica, Renzi ha assicurato attenzione, con l’arrivo del nuovo anno, alle unioni civili: “E’ un tema che va depurato da tensioni di natura politica stretta. E’ un tema che divide, anche dentro il Pd ci sono molte divisioni, e ce ne sono anche dentro Forza Italia. Ma io dico che dobbiamo portarle a casa e che il 2016 non può che essere l’anno chiave”.

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