Napoli

Napoli, 31 anni fa la strage del treno Rapido 904

Napoli – 23 Dicembre 1984: il Rapido 904 parte dalla stazione centrale di Napoli diretto a Milano, carico di passeggeri che si spostano per le feste natalizie.

Il treno percorre lo stesso tratto segnato da una tragedia simile 10 anni prima, il 4 agosto del 1974, quando il treno Italicus esplose poco prima dell’ingresso nella galleria appenninica di San Benedetto Val di Sambro.

La storia si ripete, ma questa volta gli attentatori attendono che il convoglio raggiunga il centro della galleria per massimizzare gli effetti dell’ordigno esplosivo. Moriranno 16 persone, oltre ai quasi 300 feriti, tra passeggeri e personale del convoglio, e la tragedia del Rapido 904 verrà identificata dalla Commissione Stragi come il momento di passaggio tra il terrorismo eversivo e la guerra di mafia degli anni ‘80 e ‘90.

Alla stazione Garibaldi di Napoli si è tenuta una cerimonia di commemorazione, presieduta dal sindaco Luigi de Magistris.

Un messaggio all’Associazione familiari delle vittime della strage è giunto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Fare memoria di quanto è accaduto, anzitutto del ripudio popolare e delle coscienze della violenza terroristica, è un’opera preziosa rivolta alle giovani generazioni che, in questo modo, rafforza le basi su cui poggiano la democrazia e la libertà”.

“Nell’anniversario della tremenda strage sul treno rapido 904, che ha spezzato tante vite umane e inciso una profonda ferita nella storia della nostra Repubblica, – afferma il capo dello Stato – desidero esprimere il mio sentimento di vicinanza agli organizzatori e ai partecipanti alle manifestazioni commemorative di Napoli e di San Benedetto Val di Sambro”.

“Il vile attentato che sconvolse quel Natale del 1984 – ricorda Mattarella – aveva come obiettivo la destabilizzazione delle istituzioni e della vita civile del Paese. La matrice terroristico-mafiosa, poi accertata in sede giudiziaria, segnò un passaggio inquietante nella sequenza eversiva di quella stagione. Ricordare chi perse la vita e il dolore dei suoi familiari è giusto. Ricordare anche la reazione della società e l’impegno di magistrati e forze dell’ordine nel fare luce sulle responsabilità. Ed è giusto continuare a cercare sempre la verità, ovunque restino zone d’ombra su mandanti, complicità, finalità. I valori democratici, che erano il bersaglio dei terroristi, restano il fondamento del nostro modello sociale e della stessa possibilità di sviluppo. Difenderli, e renderli sempre attuali, è compito di una comunità viva, che trae dalla propria storia, anche la più dolorosa, insegnamenti e stimoli per migliorarsi”.

“Ringrazio l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage sul treno rapido 904″ per ciò che ha fatto e ciò che continua a fare. Testimoniare e diffondere la cultura della legalità vi rende costruttori di giustizia e di pace. Con sincero senso di solidarietà, rivolgo a tutti voi un saluto cordiale e affettuoso, sicuro di esprimere sentimenti condivisi in tutto il nostro Paese”.

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