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Mengoni, “Le cose che non ho”, l’ultima parola in circolo

“Le cose che non ho”, in uscita venerdì 4 dicembre, è il lavoro di Marco Mengoni che chiude quella playlist lasciata aperta a gennaio scorso al momento dell’uscita di “Parole in circolo”.

Il cantante, che ha esordito vincendo X factor qualche anno fa ormai, ha chiuso – allo stesso modo in cui lo ha aperto – l’anno musicale, contraddistinguendosi ancora come tra gli artisti giovani più amati dal pubblico italiano. Un anno fatto anche di un tour breve ma intenso che nel 2016 vivrà la sua seconda tranche con un numero cospicuo di date, che molto probabilmente comprenderanno uno sconfinamento in alcuni Paesi europei.

Un 2015 importantissimo per Marco Mengoni che con “Parole in circolo” ha avviato “un periodo creativo molto lungo” che vorrebbe continuasse. “In questo anno sono cresciuto e credo sia importante mandare messaggi – spiega Mengoni -. Sono vicino a chiunque abbia lottato per migliorare la nostra civiltà. Cosa mi manca oggi? Il tempo di godermi il presente.Ci ho messo tutto quello che potevo per equiparare i due dischi, renderli i più equilibrati possibile”. E ancora: “Devo ancora capire del tutto… Di sicuro oggi ho una consapevolezza e una maturità che mi serviranno in futuro. Ma io cerco di concentrarmi sempre sul presente. Devo ancora mettere a fuoco.Mi metto sempre in discussione e distruggo quello che poi faccio. La produzione e aver iniziato un percorso con Michele Canova, mi ha fatto crescere e prendere strade diverse, magari anche passando attraverso scontri. La musica è un mezzo per farmi crescere e per questo non sarò mai soddisfatto del tutto. Il lato che non deve sfuggire potrebbe essere un difetto ma alla fine diventa un pregio. Sono un testardo che va avanti sempre con l’obiettivo di superarsi. Io e il mio pubblico stiamo crescendo insieme, spero che questo lo avvertano. Sia nella mia musica che nel percorso che stiamo facendo insieme”.

Un disco che ha unito la sua potenza creativa ( e tecnologica) all’abilità della scrittura di molti altri autori, creando forse quella giusta sinergia che l’ha portato al successo. “Gli autori con cui collaboro – racconta infatti ancora il cantanre –  sono persone vicine a me, che mi conoscono e con cui condivido momenti di vita quotidiana. In alcuni casi mi propongono testi o basi musicali, che sono magari emerse da uno nostro scambio. In altri casi invece sono io che scrivo e chi ha più esperienza di me mi aiutare a limare. Ma è sempre un mutuo scambio: io prendo da loro e loro prendono da me”.

E di “Solo due satelliti” che porta la firma di Giuliano Sangiorgi dice: “Con Giuliano ci conosciamo e siamo amici da tanto ma non avevo mai avuto la possibilità di collaborare con lui. All’inizio mi ha mandato un pezzo, bello ma non adatto al mio disco. Dopo pochi mesi invece è arrivato un brano piano e voce che mi è sembrato da subito una delle perline che mancavano a questa collana. spero di essere riuscito a farlo mio.

Ll’unico rammarico  di un artista tanto impegnato? Il tempo: “Mi arrabbio molto perché in questa vita troppo veloce non riesco mai a fermarmi per godermi il presente”.

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