Portici

Camorra, il “Califfo” Luigi Vollaro muore in carcere

E’ morto la scorsa notte nel carcere milanese di Opera, dove era detenuto da anni in regime di 41 bis, il boss Luigi Vollaro, detto “il Califfo”, capo incontrastato della camorra nell’area vesuviana.

Era nato nel 1932 ed era stato uno dei protagonisti della guerra di camorra che aveva insanguinato la regione negli anni in cui si fronteggiavano la Nco di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia.

Il soprannome era dovuto al numero di figli avuto da diverse unioni nel corso degli anni.

Vollaroscontava due condanne all’ergastolo per omicidio, la prima comminata per la morte di un suo affiliato, Giuseppe Mutillo, così come lo era Carlo Lardone, per la cui esecuzione ebbe la seconda sentenza a ‘fine pena mai’.

Del resto, il clan Vollaro, oltre che nella guerra sanguinosa degli anni ’80 contro Cutolo, è stato impegnato soprattutto in faide interne, una delle quali, quella tra il 1977 e il 1997, con una 20 di morti in agguato, e poi tra il 2001 e il 2003 nel contrasto armato con i Cozzolino.

La cosca, dopo l’arresto del boss negli anni ’90 e le condanne, è stata retta dai figli Pietro, Giuseppe e Raffaele, finiti poi nella maxiordinanza eseguita con un blitz nel 2009 nel quale fu impegnato anche l’esercito per arrestare vertici e componenti del sodalizio.

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