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Bari, arrestato terrorista iracheno: favoriva passaggio clandestini

Bari – E’ finito in manette un uomo iracheno, fermato dagli agenti della Digos di Bari, presunto terrorista che favoriva il passaggio di clandestini.

Majid Muhamad è stato arrestato durante una indagine sul terrorismo di matrice islamica. L’uomo, 45 anni, secondo quanto riferito dagli investigatori sarebbe responsabile di aver favorito il passaggio in Europa di soggetti collegati alla cellula terroristica italiana del gruppo Ansar Al Islam.

Stando alle indagini coordinate dal pm Roberto Rossi, Majid Muhamad avrebbe promosso, diretto e organizzato l’ingresso illegale nel territorio dello Stato italiano di numerosi stranieri utilizzando documenti contraffatti. Avrebbe fornito assistenza e alloggio a Bari ad almeno 11 cittadini di Pakistan, Egitto, Iran, Marocco e Turchia.

In più, avrebbe prenotato stanze presso un affittacamere di Bari, riservandole per brevissimi periodi a cittadini extracomunitari non residenti o domiciliati in questa provincia ma provenienti da altre imprecisate zone e che poi avrebbero proseguito il loro viaggio verso altre destinazioni, anche estere.

E’ grazie alle intercettazioni telefoniche che gli agenti sono risaliti ai contatti tra il 45enne e soggetti dell’organizzazione terroristica Ansar Al Islam, alcuni dei quali arrestati nei giorni scorsi su disposizione della Procura di Roma.

L’iracheno era a Bari da molti mesi, dopo aver scontato una condanna a dieci anni per terrorismo internazionale, e dopo che il suo ricorso contro un provvedimento di espulsione è stato accolto dal tribunale di Cosenza. A Bari era diventato il leader di una variegata comunità di stranieri. Dovrà rispondere di favoreggiamento di immigrazione.

Le informazioni raccolte dagli inquirenti rivelano che Muhamad era stato condannato a 10 anni perchè appartenente ad una cellula terroristica con base in Italia, a Parma, e inserita nella black list dei gruppi terroristici internazionali, fondata nel 2001 da parte dell’emiro Mullah Krehar, attualmente dimorante in Norvegia.

L’uomo si occupava di “raccordo tra i capi dell’organizzazione transnazionale e l’attività dei membri della cellula italiana, con particolare riferimento all’approvvigionamento di documenti falsi e all’accoglienza in alcuni campi di addestramento dislocati nel Kurdistan e nella Siria, volontari per la jihad reclutati in Europa”.

Nell’ottobre del 2002 aveva lasciato l’Italia per recarsi in Siria.

La Dda ha fatto sapere che Majid Muhamad voleva “riaccreditarsi nuovamente agli occhi dei suoi interlocutori e rappresentare per essi ancora un punto di riferimento importante nel gruppo di matrice terroristica”. 

L’iracheno è stato trovato in possesso di un libro con copertina rossa contenente lettere in cui appariva il nome di Bassam Ayachi, l’imam del Belgio assolto alcuni anni fa dalla Corte di Appello di Bari dopo essere stato arrestato, processato e condannato in primo grado per terrorismo internazionale. In corso indagini di accertamento. Molte le perquisizioni svolte.

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