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Banca Etruria, nuove verifiche Gdf. Nicastro: “Proteggere risparmiatori”

Arezzo – Proseguono i controlli della Guardia di Finanza di Arezzo sul caso Banca Etruria, dove sono in corso ulteriori verifiche utili a valutare nuove ipotesi di reato.

Sono quattro i reati ipotizzati:  ostacolo alla vigilanza, emissione di fatture false, conflitto di interessi e truffa. Roberto Nicastro, presidente delle quattro banche salvate dal Governo, Banca Marche, Etruria, Carichieti e Carife, ha parlato della possibilità di trovare soluzioni per i presunti truffati dalla vendita di obbligazioni e azioni.

“Come le nuove banche ci siamo attivati per facilitare soluzioni. Quando parliamo dei piccoli risparmiatori molto esposti, abbiamo stimato che ci sono circa mille risparmiatori per un complesso di ventisette milioni. Il fondo di cento milioni avviato dal governo dovrebbe essere congruo, ha dichiarato.

“Negli istituti salvati ci sono quasi settemila posti di lavoro, duecentomila piccole imprese supportate e un milione di clienti – ha aggiunto – abbiamo deliberato di avviare task force interne per predisporre tutte le documentazioni necessarie per poter arrivare alle valutazioni caso per caso sugli investimenti”.

“Saranno messe tutte a disposizione del Fondo, nell’auspicio che possa partire in tempi rapidi. Noi ci portiamo avanti, partendo dalle carte dei mille obbligazionisti più colpiti e proseguendo con gli altri. In queste situazioni l’approccio caso per caso è l’unico vincente”.

E ancora: “Gli istituti devono proteggere i 7 mila posti di lavoro che significano sette mila famiglie, che meritano rispetto e i risparmiatori traditi, i 10.559 sottoscrittori di obbligazioni subordinate che hanno perso i loro investimenti dopo la messa in risoluzione delle vecchie banche”. Di questi, 1.010 sono quelli più esposti, con meno di 100 mila euro di patrimonio e più del 50% investito in bond, pari a 27 milioni. Poi ci sono 1.484 persone nella fascia intermedia di investimento e infine ben 8.065 con patrimonio finanziario oltre 100 mila euro che ne hanno impegnato fino al 30% in bond subordinati.

Intanto, all’ingresso della banca Etruria di Civitavecchia, dove si è tolto la vita un pensionato che ha perso oltre 100mila di risparmi, una nuova manifestazione per chiedere giustizia.

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