Esteri

Allarme terrorismo a Los Angeles: riaperte le scuole

C’è ancora paura e tensione a Los Angeles, dove, a seguito dell’allarme bomba, ieri erano state chiuse tutte le scuole. Ma nella mattinata di oggi tutto sembra esser tornato alla normalità.  L’allarme bomba, dichiarato poi dall’Fbi poco o “non credibile”, era stata ricevuta nella mattinata di ieri via mail. Fin da subito gli uomo della polizia hanno ispezionato i campus e gli edifici scolastici del Los Angeles Unified School District non trovando alcuna minaccia concreta di un possibile attentato. Fattore quest’ultimo che ha permesso la riapertura degli edifici scolastici.

Il Los Angeles Unified School District è il secondo distretto scolastico più grande degli Stati Uniti e comprende 900 scuole pubbliche e 700mila studenti. La minaccia è arrivata con un mail a diversi membri del consiglio direttivo del distretto scolastico: all’interno della mail c’erano dettagli riguardo a bombe, fucili e pistole. La mail è stata inviata da un indirizzo IP di Francoforte, in Germania, ma potrebbe provenire da un computer che ha mascherato la sua vera posizione. Al momento la polizia di Los Angeles sta controllando tutte le scuole.

Ramon Cortines, il soprintendente del distretto, ha dichiarato che vengono ricevuti allarmi bomba o simili piuttosto spesso, ma che questo era più credibile degli altri e soprattutto che, visti gli eventi recenti, era ancora più rischioso non intervenire. Pensiero non biasimabile alla luce degli attentati che nelle scorse settimane hanno rimesso in circolo la paura e il terrore negli Stati Uniti.

Proprio alla luce delle sparatoria di San Bernardino, in California, attribuita agli estremisti islamici, il sindaco della città, Eric Garcetti,  ha detto che la decisione di chiudere le scuole non spettava a lui ma che doveva essere presa nell’arco di pochi minuti e che comunque Cortines ha il suo sostegno. Il capo del Dipartimento di Polizia di New York William Bratton ha detto che anche le scuole di New York hanno ricevuto una minaccia simile a quella di Los Angeles, ma che è stata giudicata non attendibile, aggiungendo che la reazione delle autorità di Los Angeles è stata esagerata. Los Angeles è una città della California: dista meno di 100 chilometri da San Bernardino, dove lo scorso 2 dicembre due terroristi islamisti hanno ucciso 14 persone e ne hanno ferite 21.

Anche nella Grande Mela – spiegano in conferenza stampa – sono arrivate minacce simili a quelle di Los Angeles. E sono arrivate – aggiungono – anche in molti altri distretti scolastici in tutto il Paese. Ma per le autorità newyorchesi si è capito subito che quelle email – sembra in tutto e per tutto simili a quelle di Los Angeles – non contenevano minacce credibili. Così de Blasio e Bratton non risparmiano una frecciata ai loro colleghi californiani, che secondo loro avrebbero avuto una “reazione eccessiva ed esagerata. Sono minacce – afferma il capo della polizia newyorchese – fatte per fomentare la paura. Ma noi non lo permetteremo”.

“È irresponsabile criticare quella che è stata la risposta a una minaccia”, si è difeso visibilmente piccato il capo della polizia di Los Angeles, Charlie Beck. “Sulla base di circostanze del passato non abbiamo voluto escludere nemmeno una possibilità”, ha aggiunto il sovrintendente scolastico Ramon Cortines, sottolineando che la sicurezza degli studenti è la priorità assoluta.

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