Lusciano

“Vite a frantumi”, intervista allo scrittore luscianese Clemente Cipresso

Lusciano – Vite a Frantumi e destini contrapposti. Sono questi i tempi principali del nuovo libro di Clemente Cipresso, giovane scrittore casertano, residente a Lusciano, che esordisce nel campo dell’editoria con un curriculum di tutto rispetto. Classe 83, con alle sue spalle numerosi riconoscimenti letterari in ambito nazionale ed internazionale sta riscuotendo un’inaspettato consenso di critica e pubblico. Gli abbiamo posto qualche domanda.

Ciao Clemente, Frantumi di calma apparente, sembra davvero nascondere un filo sottile che congiunge tutto. Ce ne parli più dettagliatamente? 

Si, quei “Frantumi di calma apparente” del titolo, appunto, contrastano con un ordine e una felicità spesso apparente. Le nostre esperienze di vita, negli strati sociali più diversi, conducono ad un’esistenza che, eccitata e a volte quasi frenetica, appare profondamente inautentica, priva di salde fondamenta e di soluzioni valide e sicure. Spesso ci ritroviamo nel bel mezzo di rinnovate euforie che dominano i rapporti e producono “immaginarie” certezze di una vita migliore; in realtà, con la conclusione di un ciclo si conclude solo l’aspetto più vistoso della nostra quotidianità. Le lacune e disarmonie arrivano appena a scalfire l’apparente dolcezza dei nostri giorni ma chiudono in sé brontolii minacciosi e insidie nascoste.

Con il tuo primo romanzo, hai da poco conosciuto il mondo dell’Editoria. Che idea ti sei fatto?

Dopo la prima stesura del libro, ho provato ad inviare la mia bozza a tutte le case Editrici che trovavo su Internet. Poi ho iniziato ad aspettare, i presumibili sei mesi. La delusione è stata tanta, specie nei primi periodi. Mi proponevano assurdi contratti a pagamento e quote sempre più alte. Ero deluso e nello stesso tempo amareggiato. Desideravo veramente qualcuno che leggesse “letteralmente” il mio libro. E un giorno, è davvero successo. Sono stato contattato da una piccola Casa Editrice di Grosseto, che (senza chiedermi alcun contributo in denaro) mi ha proposto di collaborare insieme.

Chi sono i protagonisti del tuo romanzo o da che cosa sono stati ispirati?

Gli insuccessi di Sergio sono il risultato di questa insicurezza in una vita che, comune in apparenza, è in realtà avvelenata e lascia, ad ogni sua svolta, presumere il peggio. Questo peggio lo si vede solo nella fragilità di un destino storico: la crisi economica, la precarietà e la fragilità dei rapporti umani, immaginati spesso come un diluvio. Se il diluvio è vicino noi uomini di questi tempi ci ritroveremo tutti in questo libro e anche se non ci riconosceremo in ognuno dei suoi  personaggi, vi riconosceremo senz’altro i nostri personali “frantumi di calma apparente”. Il libro è la sagra di tutte le contrapposizioni, credenze, frammentarietà dei rapporti sentimentali, interpersonali e di lavoro della nostra epoca; è il ritratto di un mondo felice ed ancora sano in apparenza che stride irrimediabilmente con la quotidianità spesso fugace della disoccupazione, della solitudine e della morte; è la commedia umana di una crisi che, come nei disegni di Goya o nei racconti di Kafka, sta mutando gli uomini in mostri senza che nessuno di loro faccia in tempo ad accorgersene.

Sembri uno che ne ha vissute tante. Ci racconti qualcosa in più di te?

Probabilmente molto del mio vissuto ha influito in maniera sostanziale nella stesura di questo romanzo. Lavoro come Perfusionista, un lavoro che pochi conoscono, ma fondamentale nell’ambito degli interventi al cuore. Negli ultimi 10 anni, per questo motivo, ho dovuto cambiare ripetutamente città, casa, mansione, amici. E ogni volta  ricominciare d’accapo. Milano, Roma, Parma, Firenze. Sono passato dalla Svizzera Tedesca alla parte più a Sud della Sicilia. Credo di aver toccato davvero con mano, quei frammenti di vita, di cui parlo nel libro.

Progetti Futuri

Mi piacerebbe occuparmi di Divulgazione Scientifica. Scrivo da qualche anno di sanità per un giornale on line, seguendo il tradizionale percorso per diventare giornalista. Mi piace l’idea che le notizie riguardanti la salute siano divulgate, ad un pubblico sempre più ampio di persone. In cantiere ci sono già altri progetti letterari, ma su questo non posso dire altro.

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