Gricignano

Puzza, il Tar rinvia l’udienza al 3 aprile: “Proviamo lo scrubber”

Gricignano – Rinviata al 3 aprile 2016 l’udienza di merito del Tar sul ricorso presentato dalla Ecotransider contro l’ordinanza del sindaco di Gricignano, Andrea Moretti, che, lo scorso 9 settembre, aveva vietato attività di stoccaggio e trattamento dei rifiuti umidi dell’azienda ritenuta la “fonte” della puzza che da anni infesta l’area compresa tra Gricignano, Carinaro e Teverola. Ordinanza che i giudici amministrativi della quinta sezione del Tar Campania, lo scorso 24 settembre, avevano sospeso provvisoriamente, dopo il ricorso presentato dalla EcoT, in attesa della discussione di merito.

I giudici del tribunale amministrativo campano, preso atto che l’azienda ha installato l’impianto di biofiltrazione e di “scrubber”, utile ad abbattere i miasmi, ha ritenuto opportuno rinviare la discussione di qualche mese per verificarne il funzionamento.

Nel corso del dibattimento i legali dell’azienda hanno manifestato l’intenzione di ritirare il ricorso, ritenendo che fosse venuta meno la materia del contendere, ma hanno trovato l’opposizione dell’avvocato incaricato dal Comune di Gricignano.

Insomma, tutto  invariato: l’ordinanza del sindaco resta sospesa provvisoriamente e la Ecotransider continua la sua attività di stoccaggio di rifiuti umidi con la messa in esercizio dello “scrubber”, autorizzata, lo scorso 20 novembre, dal  Dipartimento ambiente della Regione Campania. Autorizzazione concessa fino all’11 gennaio 2020. E qui è subito scattata la polemica poiché, sia tra l’amministrazione comunale che nei comitati spontanei di cittadini, si ritiene inopportuno concedere all’azienda cinque anni di messa in esercizio quando invece bisognava attendere prima la verifica dell’effettivo funzionamento dello “scrubber”.

L’Asi revoca l’assegnazione dei suoli – Intanto, come riportato ieri su queste colonne, il comitato direttivo del consorzio Asi di Caserta, presieduto da Raffaela Pignetti, ha avviato il procedimento di revoca dell’assegnazione del suolo, sul territorio industriale di Gricignano, al consorzio “Steel Woman”, che ha tra le sue agglomerate la “Ecotransider”.

Ma in questo caso i miasmi nauseabondi non c’entrano. Il provvedimento deliberato dall’Asi riguarda la somma residua, che si aggira intorno ai 180mila euro, che il consorzio “Steel Woman” non ha versato all’Asi in relazione all’acquisizione di circa 31mila metri quadrati di area ricadente sul territorio industriale di Gricignano e sulla quale oggi opera la Ecotransider. Versamento per il quale, come recita lo stesso provvedimento, sono ormai decaduti i termini.

Una delibera che sicuramente sarà impugnata dinanzi al Tar dalla Ecotransider ma che potrebbe aprire un nuovo capitolo nell’annosa vicenda della “puzza”.

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