Napoli

Caldoro e Nappi: “Basta con le balle di De Luca”

Napoli – Un fuoco di fila contro il presidente Vincenzo De Luca e i contenuti della conferenza stampa, tenuta sabato scorso in sala giunta. con l’annuncio di tagli e accorpamenti di enti strumentali della Regione per decine di milioni. Ad aprirlo è l’ex presidente Stefano Caldoro che con Severino Nappi, vice coordinatore di Fi ed ex assessore al Lavoro della sua giunta, ha illustrato ai cronisti quanto ristrette siano le misure dell’esecutivo De Luca e, addirittura, come possano essere strumenti per nuove nomine.

“Sull’accorpamento delle partecipate nessuna novità – assicura Caldoro – sta continuando il buon lavoro svolto da me. Quanto allo scioglimento degli Ept (Enti provinciali del turismo, ndr) la legge già c’era, la deve solo applicare. Siamo di fronte a una serie di balle”. Per l’ex governatore il paradosso maggiore è quello relativo all’annunciata riduzione degli Adisu (enti di diritto allo studio universitario) che De Luca vuole ridurre da 7 a 2 con un risparmio annunciato di un milione di euro.

“È il colmo – sottolinea Caldoro – noi abbiamo approvato una delibera con cui si costruiva un unico Adisu per tutta la Campania e invece la riforma De Luca ne prevede due, guarda caso uno a Salerno”. E sulla cancellazione delle due Agenzie, quella sulla sanità e quella sul Lavoro, ricorda che la maggior parte delle cifre che De Luca ha detto di voler risparmiare (11 milioni in tutto) sono quelle destinate al pagamento dello stipendio dei dipendenti che” essendo pubblici, non possono certo essere licenziati”.

Piuttosto, aggiunge “visto che il presidente dell’Arsan riceve 50mila euro lordi all’anno e altrettanto percepiscono i componenti del cda, la riorganizzazione del personale costerà molto di più di quella cifra che si può effettivamente risparmiare”. Infine, sugli uffici di rappresentanza della Regione, Caldoro ricorda: “Noi li abbiamo tagliati. Ce ne sono solo due uno a Roma e uno a Bruxelles, sedi utili per mantenere rapporti con il giorno nazionale e l’Unione Europea”.

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