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Oscar europei, ancora un trionfo per Sorrentino

Si è conclusa in maniera trionfale per i nostri colori la 28esima edizione degli Efa (European Film Award), premio più comunemente noto come l’Oscar assegnato alla miglior produzione continentale della stagione cinematografica, tenutasi quest’anno a Berlino.

Come accadde appena due anni fa grazie al decoratissimo “La grande bellezza”, il cineasta napoletano Paolo Sorrentino agguanta nuovi prestigiosissimi allori. Il suo “Youth-La giovinezza”, secondo lungometraggio in lingua inglese da lui girato, stravince nelle categorie di film, regia e attore protagonista, il britannico Michael Caine, portandosi a casa, quindi, tre trofei su cinque nomination.

Il racconto lirico, poetico, a tratti, onirico sul rapporto intercambiabile tra giovinezza e vecchiaia e sulle relazioni più importanti, emozionanti dell’esistenza vissute con apparente disincanto da un direttore d’orchestra sul viale del tramonto ha fortemente convinto i membri dell’Accademia del Cinema Europeo, che, ancora una volta, permettono a Sorrentino di riscattare l’assenza di menzioni al Festival di Cannes dove la pellicola è stata presentata in concorso lo scorso maggio.

Lo stesso avvenne, infatti, per “La grande bellezza”, che, snobbato sulla Croisette, intraprese, proprio dagli Efa, la strada verso la conquista dell’Oscar hollywoodiano. Sarà, ovviamente, difficile ripetere quell’exploit, ma sperare non costa davvero nulla. Bell’esito per l’Italia, quindi, che registra in questa manifestazione la sesta importantissima vittoria dopo quelle ottenute da Gianni Amelio (nel 1992 e 1994), Roberto Benigni (1998), Matteo Garrone (2008), e, appunto, Sorrentino (2013).

La serata, all’insegna della solidarietà e dell’orgoglio europeista, drammaticamente segnati dagli attentati parigini, ha visto avvicendarsi sul palco la britannica Charlotte Rampling, insignita del riconoscimento alla migliore attrice per il film “45 Years”, nel quale interpreta una moglie devota e fedele, sconvolta, dopo quarantacinque anni di matrimonio, dalla rivelazione di un segreto inconfessabile sul passato del marito, il greco Yorgo Lanthimos per la sceneggiatura dell’interessante “The Lobster” di cui è anche regista, e lo svedese Roy Anderson, miglior autore di commedia per “Un piccione seduto su un ramo che riflette sull’esistenza”, già Leone d’Oro a Venezia 2014. Standing ovation, infine, per gli stessi Caine e Rampling, che, oltre a essere premiati per le loro interpretazioni, hanno ricevuto meritatissimi riconoscimenti, onorario per l’uno e alla carriera per l’altra.

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