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Polemica nel Pd, Mineo lascia e accusa Renzi: “Succube di una bella donna”

Roma – Ha lasciato il partito Corradino Mineo che ha attaccato, nella giornata di mercoledì, il premier Matteo Renzi accusandolo di essere “succube di una bella donna”, riferendosi al rapporto del primo ministro con Maria Elena Boschi. Ed è esplosa la polemica.

Ospite a “L’aria che tira”, programma di La7, l’ex senatore Pd ha spiegato che non intendeva fare una battuta sessista. Poi le scuse su Facebook in un lungo post: “Ieri ho risposto a una mascalzonata – la riesumazione ad opera di Renzi di un mio vecchio sms privato per poter dire a Vespa che mi sarei dovuto dimettere da senatore e invece sarei rimasto per amore della poltrona – Intendevo reagire all’imbarbarimento della politica di cui, secondo me, il primo responsabile è Matteo Renzi”.

Sul premier dice: “Certo, ho disegnato un profilo del premier. Quello di uno politico straordinariamente abile nel conflitto politico quotidiano, ma senza una visione del futuro, incerto quando si esce dalla partita a scacchi immediata, insicuro, e anche subalterno, davanti ad alleati emotivamente più solidi, come può essere una donna bella e decisa”.

Durante il programma televisivo, ha poi chiarito: “Non era assolutamente mia intenzione fare del gossip, volevo porre una questione politica. Ho sottovalutato che ogni battuta in questo Paese finisce al sesso, ma nelle mie parole non c’era alcun riferimento sessuale. Trovo brutto che i giornali abbiano approfittato delle mie parole per trasferire i pettegolezzi in prima pagina. Dire che una donna è bella non significa in nessun modo alludere alla sua vita privata”.

E ancora: “È evidente che mi riferissi a Maria Elena Boschi. L’ho fatto con una battuta di cui sono pentito perché è stata travisata, ma è evidente che sulla riforma costituzionale è stato subalterno a Maria Elena Boschi. Per fare in modo che la commissione Affari Costituzionali approvasse il suo ddl così com’era, Renzi ha fatto di tutto, fino a spianare persone, il partito”.

Luciano Nobili, vice segretario Pd attacca su Facebook: “Ci sono gli avversari politici. Poi ci sono i pezzenti. E non basta uno stipendio da senatore, per tirarli fuori dalla loro miseria”.

Stefano Esposito commenta: “Una roba penosa quella detta da Mineo se l’avesse fatto a me gli avrei spaccato la faccia. Punto”.

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