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Ministro Pinotti su Isis: “Vogliono impaurirci nel quotidiano”

Roma – Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha in una lunga intervista affrontato la delicata tematica del terrorismo e ha commentato gli eventi accaduti lo scorso venerdì a Parigi.

“All’inizio l’Isis si espandeva in una cavalcata trionfale che sembrava non avere limiti, da mesi invece perde terreno e non è peregrino immaginare che il suo arretramento sia anche all’origine del terribile monito che ha lanciato contro il mondo adottando questo strumento subdolo del terrorismo. A Beirut, nel Sinai, a Parigi”.

“In Iraq è stata riconquistata Sinjar, città a prevalenza yazida. Ricordiamo tutti le immagini terribili di quel popolo che ha dovuto abbandonare le case: le ragazzine schiavizzate, i bambini rapiti, gli uomini uccisi. È stata anche ritrovata una fossa comune con donne e ragazze, e ieri un’altra ancora. Sinjar è stata riconquistata da curdi, 7mila peshmerga e 2 battaglioni di yazidi in gran parte addestrati da noi italiani a Erbil. I ragazzi yazidi venivano spontaneamente nel nostro campo in bicicletta, a piedi, con scarpe improbabili, dicendo di voler essere addestrati perché gli avevano rapito le sorelle e ucciso i padri”.

Poi sul nostro Paese ha aggiunto: “L’Italia, con i nostri uomini, i nostri soldati, i nostri carabinieri, sta già facendo una parte importante contro l’Isis, nemico dell’umanità. Al momento non è previsto un intervento di questo tipo. In passato, lo ricordo, ci sono state occasioni in cui l’Italia insieme agli alleati ha deciso che bisognava bombardare: in Jugoslavia, nel Golfo”.

E ancora: “Decideremo insieme al Parlamento, perché le nostre forze armate hanno bisogno di sentire tutto il paese vicino. Occorre la condivisione, il coinvolgimento di tutte le forze politiche. È anche questo il senso dell’incontro di sabato sera a Palazzo Chigi con tutti i capigruppo. Tutto il paese deve sentirsi unito come in passato negli anni di piombo, in questa sfida terribile del terrorismo. Se l’alleanza di cui facciamo parte decide che quello è l’elemento più utile per mettere in sicurezza la popolazione irachena, i bambini, le donne, i vecchi, e distruggere i depositi di munizioni, può essere uno strumento. Non è un tabù e non è detto che in futuro non lo riterremo necessario”.

“La vigilanza deve essere totale, nessuno può escludere che anche tra i profughi possano infiltrarsi dei terroristi. Anche per questo abbiamo elevato l’allerta, che adesso prevede tempi molto più rapidi per l’attivazione di tutte le strutture di sicurezza. Abbiamo messo a punto protocolli di sicurezza per cui, in caso di minacce, le forze dell’ordine e di sicurezza sanno immediatamente cosa fare, come intervenire insieme alle forze speciali”.

Poi in merito al Giubileo ha detto: “La cosa più sbagliata sarebbe quella di modificare le nostre agende e il nostro stile di vita. Questo è ciò che vogliono i terroristi, impaurirci nel quotidiano. A Parigi hanno colpito i luoghi di intrattenimento il venerdì sera: lo stadio, i ristoranti, una sala da concerto. Vogliono dirci: non vi vogliamo far vivere come avete sempre vissuto. Ma sarebbe un grande errore mandare il messaggio che facciamo come vorrebbero loro. Così avrebbero vinto. Dobbiamo far svolgere il Giubileo di Misericordia che sarà meno di opere pubbliche e più di preghiera, come vuole Papa Francesco, dobbiamo farlo perché altrimenti vorrebbe dire cedere alle minacce e far vincere i terroristi”.

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