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Mattarella al Palazzo vecchio: “Il terrore vuole snaturarci. E’ guerra globale”

Firenze – Blindato il Palazzo vecchio di Firenze dove, mercoledì mattina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato per la cerimonia di commemorazione dei 150 anni dall’insediamento della Camera dei deputati nel Salone dei Cinquecento, quando Firenze divenne capitale d’Italia nel 1865.

“È in atto un tentativo di guerra globale dalle modalità inedite quello che sta deturpando l’inizio del nuovo millennio. Dobbiamo essere uniti, essere determinati e insieme affermare i principi del nostro umanesimo”, ha dichiarato il capo dello Stato in merito agli ultimi avvenimenti di Parigi.

“Non ci faremo rubare il nostro modo di vita. Non faremo entrare l’odio nelle nostre vite. Dobbiamo garantire la sicurezza senza rinunciare alla libertà”, ha aggiunto.

“Dobbiamo affrontare il fanatismo e l’estremismo con assoluta fermezza, e promuovere il dialogo fra le culture e la tolleranza. Non può mancare il senso di giustizia, né la disponibilità a cooperare per uno sviluppo sostenibile e per ridurre le aree dove prevale la violenza e lo sfruttamento”.

“Nel dna italiano ed europeo – ha proseguito – è iscritto uno straordinario impasto di cultura, di umanità, di idee di libertà e di relazioni sociali. È parte della vita che viviamo ed è ragione del nostro desiderio di migliorarci. Dobbiamo tenerlo presente nel momento in cui il terrorismo sferra il suo attacco contro la nostra Europa e porta morte e barbarie in una delle sue città. Oggi la pace ci chiama a nuove responsabilità. Non saranno prove facili: non bisogna mai rinunciare a grandi visioni, alla prospettiva di un umanesimo condiviso. Lo dobbiamo ai nostri figli, anche a quelli che sono stati così barbaramente uccisi e che resteranno sempre nel nostro ricordo”.

“Il terrore vuole snaturarci. Noi non ci piegheremo. Non ci faremo rubare il nostro modello di vita e il nostro futuro. Difenderemo la qualità delle nostra civiltà e la offriremo al mondo, rimanendo fedeli ai valori che la hanno ispirata e affinata nel tempo”, ha concluso.

Intervenuto alla cerimonia anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha detto: “Presidente, desidero ringraziarla per le espressioni di conforto e saggezza che ha espresso in questi giorni. Abbiamo bisogno di lei: stringiamoci in un grande abbraccio per tenerci tutti uniti. Poche settimane fa 80 sindaci da tutto il mondo, da città come Herat, Boston Kobane, discutevano di pace, come avvenne, con Giorgio La Pira. 60 anni fa. L’eredità di La Pira è consegnata nelle nostre mani in un momento che non avremmo mai voluto vivere. Ma Firenze è città protagonista della storia, di incontro tra le culture, e si sente capitale culturale e morale, cuore della civiltà e dei diritti di libertà”.

“Io sono con Hollande”, ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi. Presente anche il ministro delle riforme, Maria Elena Boschi.

Durante la cerimonia, Mattarella ha incontrato il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande a cui ha consegnato l’onorificenza di cavaliere di Gran Croce dell’ordine al merito della Repubblica italiana.

Massiccia la presenza delle forze dell’ordine in piazza della Signoria. L’area del centro storico è vigilato anche dall’alto: un elicottero della Polizia sorvola la zona. Predisposti due punti di controllo per accedere al palazzo, dove addetti alla sicurezza controllano i presenti con metal detector portatili e perquisiscono borse.

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