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Mafia Capitale, prime quattro condanne con rito abbreviato

Prime sentenze nell’inchiesta Mafia Capitale. Ad essere condannati, col rito abbreviato, Emilio Gammuto, 5 anni e 4 mesi, e Raffaele Bracci, Fabio Gaudenzi ed Emanuela Salvatori, tutti a 4 anni. Salvatori e a Gammuto, ritenuti vicini a Salvatore Buzzi, sono stati condannati per corruzione, mentre Raffaele Bracci e Claudio Gaudenzi, ritenuti collegati a Masino Carminati, sono stati condannati per usura e collegati. Per Gammuto inoltre è stata applicata l’aggravante di aver agito in violazione dell’articolo 7 della legge antimafia.

Emanuela Salvatori, ex funzionaria del Comune, è stata condannata a versare al Comune di Roma, costituitosi parte civile nel procedimento. È quanto deciso dal gup Anna Criscuolo, che ha anche stabilito che Emilio Gammuto, condannato a cinque anni quattro mesi di reclusione con l’aggravante del metodo mafioso, dovrà risarcire le associazioni Libera -rappresentata dall’avvocato Giulio Vasaturo-Sos Impresa, Cittadinanza attiva e Associazione Antimafia “Antonino Caponnetto” con cinquemila euro ciascuna.

La sentenza è stata pronunciata dal gup Anna Criscuolo dopo due ore e mezzo di camera di consiglio cominciata al termine degli interventi degli ultimi avvocati di parte civile che si erano battuti per smontare le tesi della pubblica accusa.

A sollecitare la condanna dei quattro imputati erano stati i pubblici ministeri Paolo Ielo, Giusepe Cascini e Luca Tescaroli. Per la Salvatori avevano sollecitato 3 anni e 6 mesi per gli altri tre 5 anni di reclusione ciascuno.

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