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Lavoro, Poletti: “Garanzia Giovani funziona”

Napoli – “Oltre 800mila giovani italiani si sono registrati a Garanzia Giovani, dire che non funziona è sbagliato. Modifichiamo il programma ogni mese per renderlo rispondente alle domande dei giovani e abbiamo molti progetti di successo, come quello con Google che ha coinvolto oltre 30mila giovani. Abbiamo chiesto all’Europa di rifinanziare Garanzia Giovani, se non dovesse essere così, ne conserveremo comunque l’infrastruttura per le politiche sociali per i giovani”.

Ad affermarlo è il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, nel corso della seconda giornata del convegno Giovani per il Mezzogiorno. Le attività del Piano di Azione e Coesione, organizzato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, in collaborazione con Invitalia, a Palazzo San Giacomo, a Napoli. “Per il futuro – prosegue Poletti – dobbiamo puntare sempre più su progetti che coinvolgano, al fianco del ministero del Lavoro, soggetti imprenditoriali credibili”.

“Le linee guida – spiega il ministro – sono quattro. Primo, dire basta alle emergenze, spesso non lo sono. Per risolverle vanno costruite infrastrutture stabili di politiche sociali. Secondo, utilizzare un approccio inclusivo. La soluzione al più delle volte ci arriva dalle componenti sociali a cui ci rivolgiamo. Terzo, va superato l’idea del binomio Stato-Mercato. Va ridata centralità alle comunità, nella capacità di costruire valori e culture, altrimenti non ci sono interventi duraturi. Infine, serve una scelta radicale. Per 20 anni in Italia si è usata la parola ‘difendere’. Un Paese che ragiona così ha già perso, per vincere bisogna sperimentare e accettare l’idea che si possono commettere errori. Piuttosto bisogna far crescere la capacità di analisi e di rendicontazione dei progetti pubblici”.

“Le parole d’ordine – incalza Poletti – devono essere responsabilità e attivazione. Ognuno è parte di un progetto. I cittadini italiani devono sentire dentro di loro una ragione per tirarsi giù dal letto. Se non hanno un lavoro, devono cercarlo. Non c’è nessun altro che lo farà per loro”.

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