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Italcarni: animali maltrattati e salmonella nella carne nel “macello dell’orrore”

Brescia – E’ polemica sull’Italcarni di Ghedi, in provincia di Brescia, accusata di maltrattamento di animali e presenza di salmonella nella carne messa in commercio.

E’ stata definita “il macello degli orrori”, l’Italcarni, azienda attiva nella macellazione dei suini che garantisce qualità della carne grazie ad un’alimentazione corretta e a rigorosi controlli igienico-sanitari. Al contrario, come testimoniato da alcune telecamere nascoste, gli animali venivano maltratti, trascinati sui pavimenti, spinti e strattonati. Senza rispettare le regole relative alla macellazione.

In più, le analisi svolte da specialisti hanno evidenziato nei loro alimenti livelli batteriologici 50 volte superiori al consentito. L’amministratore dell’impresa, Federico Osio, ha ammesso di essere a conoscenza dei maltrattamenti ma ha sottolineato di non sapere nulla in merito alla presenza della salmonella.

Immediata la manifestazione di protesta di ambientalisti e del Partito Protezione Animali, già mobilitati lo scorso 11 novembre in seguito alle parole del sindaco che dichiarò: “Considero più un maltrattamento di animali che chi tratta un cane come un essere umano”.

Lo stabilimento di via Artigianale 42, di proprietà di Ivonne Cosio, Rina Lazzari e Federico Osio, è stato sequestrato dalla Procura di Brescia. 

M5s: “Abbiamo depositato una interrogazione in Regione Lombardia per approfondire la vicenda delle intimidazioni subite dalla dottoressa veterinaria Vergerio da parte del collega Mario Pavesi. Sembra che Pavesi telefonasse giornalmente a Vergerio intimandole di allentare i controlli sul macello Italcarni di Ghedi o avrebbe passato dei guai. Vogliamo che il dottor Scarcella, direttore generale dell’ASL di Brescia, riferisca cosa sapeva in qualità di superiore gerarchico di questi gravi episodi e che provvedimenti disciplinari ha eventualmente preso”.

“La questione è estremamente grave – hanno proseguito i pentastellati – qui parliamo non solo di rispetto delle leggi per il benessere animale e di dipendenti che denunciano illeciti e vengono intimiditi dai superiori, ma anche di tutela della salute pubblica, considerato anche che la carne del macello in questione è risultata contaminata da una elevatissima carica batterica”. 

L’asl si difende: “Quell’inchiesta è nata grazie a un nostro esposto”, ha detto il direttore sanitario Francesco Vassallo.

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