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Cesare Cremonini: “Mi fermo per scrivere. Si chiude un cerchio”

“Si chiude un cerchio”. È con questa frase piccola ma ricchissima di significato che Cesare Cremonini racconti alla stampa la nuova avventura musicale, un album tutto nuovo che arriverà alla fine del suo tour in giro per l’Italia.

È un momento di transizione quello che sta vivendo il cantante bolognese che, ancora itinerante su e giù per il bel paese, già pensa al materiale per il nuovo progetto discografico. Adesso dalla sua parte, non c’è solo la casa discografica, i numeri dei dischi venduti e il successo in radio. L’artista italiano, ora, ha dalla sua l’affetto del pubblico e questo è ciò per cui ha lavorato sodo per tutta la sua vita.

Non a caso, l’ex voce dei Lunapop ha portato, solo nel 2015, più di 220mila persone ai suoi concerti. Ma ora, così come ha raccontato a Tgcom, è tempo di fermarsi: “Per un paio d’anni, per scrivere il prossimo album che sarà il più bello della mia vita”.Cesare è reduce da due sold out al Forum di Assago dove non si è risparmiato. Ha cantato, ballato e sudato tantissimo per più di due ore tenendo incollati i fan, grazie a una scaletta azzeccatissima, in cui ha alternato i “grandi classici” come “50 Special” a brani più intimi come “Maggese” e “Marmellata #25”.

“Ma sia chiaro – avverte Cremonini riferito alla sua performance sul palco – gli effetti speciali non sono una copertura, perché non manca la cosa più importante: la musica”. Il 17 novembre, per il suo “Più che Logico Tour” sarà la volta di Montichiari (Brescia), poi Padova al Palafabris il 19 e Conegliano (Treviso) alla Zoppas Arena, quindi il 22 a Trieste al Palatrieste e infine la chiusura al Palasport di Verona il 24 novembre. Raccontando le emozioni sul palco, Cesare Cremonini parla di “uno spettacolo difficile e proprio per questo mi dà tanta soddisfazione. C’era il rischio dopo solo un anno dal tour di ripetersi. Di rifare tutto. E invece mi sono impegnato in prima persona per fare in modo che fosse diverso. Completamente nuovo. Allo specchio c’ero io. E mi sono impegnato per superarmi. Non volevo che fosse un pareggio, ma una vittoria. Ho fatto di tutto perché ci fosse di più. E parlando della scelta della scaletta, il cantante assicura di aver fatto una scelta accurata e pensata, ponderata: “Sono 23 singoli su 24 canzoni, ma ne ho lasciate fuori una decina. Le grandi squadre sono anche quelle che hanno dei bravi campioni in panchina. Ci sono delle riscoperte bellissime come ‘Maggese’ o come ‘Le tue parole fanno male’ e ci sono canzoni nuove che facciamo per la prima volta dal vivo come ‘Lost in the weekend’ e ‘46’. È uno spettacolo musicale. Alcune canzoni hanno le stesso vestito perché non si è sgualcito ed è giusto che rimanga così. Altre come ad esempio “Una come te”, che durante il concerto reinterpreto in chiave jazz, che mi permette di creare una atmosfera intima”. Ma calato il sipario sui grandissimi palchi, Cesare Cremonini assicura che tornerà a scrivere, attività che lo porterà lontano dai palchi e dai live per un paio di anni: “Ho bisogno di concentrarmi nella scrittura di un album che io voglio sia il migliore. Ora il mio avversario vero sarò io”. E a chi gli chiede cosa ha in mente, l’artista risponde: “Scoprirò delle cose. Sono un artigiano e lavoro la materia prima con la stessa cura, con coerenza. E se scopro una tecnica nuova la aggiungo ma senza la voglia di cavalcare una moda. Anche per gli altri dischi ho fatto così. Quando mi dicevano ti sei rinnovato, in realtà non mi rinnovavo ma stavo scoprendo delle cose senza nessuna premeditazione, ad esempio mischiare l’elettronica alla melodia.

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