Aversa

Differenziata e altre opere al palo: un quadro poco confortante

Aversa – Potrebbe saltare definitivamente la possibilità di migliorare la raccolta differenziata, ferma al palo da anni intorno al 50% o poco più, se entro l’anno il comune di Aversa non si attiverà per utilizzare un finanziamento comunitario di circa 800mila euro destinati allo scopo con un progetto, praticamente già pronto a decollare con cassonetti interrati che consentirebbero un bel salto di qualità rispetto ai sacchetti abusivi che fanno parte del panorama urbano soprattutto nel centro storico.

Progetto che, grazie a degli speciali contenitori favoriranno l’incremento della raccolta differenziata con porta a porta anche per vetro e nuovi sistemi per grossi condomini con gli impianti interrati. Ovviamente questo nuovo sistema necessita, a latere, a livello comunale, di un coordinamento per togliere le campane per il vetro attuali e preparare i cittadini alla nuova organizzazione con nuovo calendario con informazione e sensibilizzazione.

Accanto a quest’opera importante per l’igiene della città, vi sono altre opere al palo. Si parte con quelle che vedono, praticamente, necessario solo l’affidamento. La programmazione dell’anno 2014 della giunta Sagliocco aveva previsto lo stanziamento di un milione e ottocentomila euro per la manutenzione straordinaria di alcune strade cittadine. Ad oggi sono state espletate tutte le fasi ed il 13 luglio scorso è stata avanzata richiesta alla prefettura della certificazione antimafia, il 27 o 28 agosto sono scaduti i termini per cui si possono affidare immediatamente i lavori per il rifacimento di via Arturo Garofalo, primo e secondo tratto; via Atellana (il cui manto stradale è, oramai, semplicemente, inesistente) con lavori alla rete fognaria per evitare i continui allagamenti ogni volta che piove; via Torrebianca con marciapiede, via Nunzio Pelliccia, via Fermi e via Fratelli Cervi, mentre per via Foscolo deve essere completata la procedura di gara. Insomma, tra i due commissari sono trascorsi invano 2 mesi.

Fase più complessa per un’altra serie di opere in attesa del parere della Soprintendenza che qualcuno dovrebbe sollecitare: la sistemazione complessiva di casa Cimarosa, argomento delicato considerato che il prossimo 31 dicembre scadranno i finanziamenti europei; il restyling del primo tratto di via Roma, quello che dall’incrocio con via Raffaello porta all’arco di Porta Napoli e piazza Marconi, tutti con gli atti già pronti.

In esecuzione e da completare ci sono (dando per scontata l’ultimazione di via Roma, anche se manca ancora l’arredo): viale Olimpico con la realizzazione di una rotatoria nei pressi dell’ippodromo Cirigliano e Parco Pozzi i cui lavori dovrebbero terminare entro fine anno. Nel primo caso stop inspiegabile. Nel secondo pare che a fine anno dovrebbe rimanere da realizzare l’area che dovrebbe occupare una sorta di chalet per il ristoro.

Intanto, il Tar Campania ha dato ragione alla ditta che si è aggiudicata la gara e, salvo appello, si potrebbe partire anche per il progetto Sagrati, ossia il percorso che parte da piazza don Diana proseguendo per piazza Amedeo, San Francesco, piazza Normanna e Santa Maria a Piazza con via Castello Anche in questo caso a causa del fondato pericolo di perdere i finanziamenti europei si è in assoluta emergenza. C’è chi dice che bisognerebbe almeno iniziare l’opera per cercare, poi, di non perderli.

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