Napoli

Why Not, de Magistris assolto: “Renzi stai sereno”

Napoli – La terza corte di appello di Roma ha assolto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il consulente Gioacchino Genchi dall’accusa di abuso d’ufficio in relazione alla vicenda dell’acquisizione di tabulati telefoni di politici.

“Per me è la fine di una profonda sofferenza”, ha commentato il sindaco. “Sono convinto – ha aggiunto – di avere svolto il mio mestiere di magistrato nel pieno rispetto della costituzione e della legge con l’obiettivo di cercare una verità difficile”.

Alla sua prima uscita dopo il verdetto, il primo cittadino aveva lanciato una stoccata al premier Matteo Renzi: “Vedo Renzi ancora un po’ incerto e voglio tranquillizzarlo: stai sereno, sono stato assolto”.

Il difensore di de Magistris, l’avvocato Massimo Ciardullo, che lo ha assistito con l’avvocato Stefano Montone, ha espresso soddisfazione per la decisione dei giudici aggiungendo che in primo grado era stato “condannato un pm che nell’esercizio della sua funzione aveva cercato di perseguire il primario esercizio della giustizia conducendo una indagine legittima”.

La vicenda si riferisce alle utenze di alcuni parlamentari acquisite senza le relative autorizzazioni nel 2006, quando l’attuale sindaco di Napoli era pm a Catanzaro e titolare dell’inchiesta cosiddetta “Why Not”.

In primo grado de Magistris e Genchi furono condannati a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio. De Magistris, oggi assente, e Genchi, in aula, avevano fatto sapere che non avrebbero rinunciato alla prescrizione. In caso di accoglimento delle richieste del pg, sarebbe venuto meno per de Magistris il rischio di sospensione dalle funzioni.

Il rappresentante della Procura generale aveva chiesto l’assoluzione solo per due capi di imputazione, relativi all’acquisizione dei tabulati telefonici di Giuseppe Pisanu e Giancarlo Pittelli, mentre la prescrizione per quelli di Romano Prodi, Clemente Mastella, Sandro Gozi, Domenico Minniti, Francesco Rutelli e Antonio Gentile. La Corte invece ha assolto i due imputati con la formula “perché il fatto non costituisce reato da tutti i capi d’imputazione”.

Intanto, il premier Matteo Renzi, ospite del programma tv “Otto e mezzo”, interviene sulla legge Severino, contro cui de Magistris aveva presentato ricorso, giudicato poi infondato dalla Consulta: “Non cambieremo la Severino né le regole delle primarie”, ha detto Renzi. Aggiungendo poi, a proposito del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, anche lui sotto pressione per la Severino: “Se c’è uno in grado di togliere le ecoballe dalla terra dei fuochi è De Luca e io sto con lui”. “Non so – prosegue Renzi – se de Magistris è stato assolto perchè il fatto non costituisce reato o per la prescrizione. Ma la vicenda è chiusa. Rimane De Luca”.

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