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Migranti, Ue: “Il sistema dei ricollocamenti a rischio”

Il sistema dei ricollocamenti dei migranti nell’Unione europea è a rischio. A rivelarlo fonti della stessa Ue, secondo cui, con l’aereo che parte dall’Italia questa settimana con un centinaio di profughi, si esauriscono i posti messi a disposizione, fino ad oggi, dagli Stati membri. Sono, infatti, solo sei i Paesi che hanno dato la loro disponibilità ad accogliere, e solo per piccoli numeri.

Al momento gli Stati che hanno dato disponibilità all’accoglienza dei profughi sono Austria, Germania, Grecia, Lussemburgo, Spagna e Svezia.

Solo per ricollocare i 40mila dall’Italia in due anni servono oltre 1500 posti al mese. “Attualmente siamo ben lontani da queste cifre”, mettono in guardia le fonti, sottolineando: “D’altra parte, c’è forte diffidenza tra gli stessi profughi, i quali temono che salendo su quegli aerei si troveranno deportati fuori dai confini dell’Ue”.

In Italia è stato molto difficile trovare i primi 19 eritrei che volessero partire per la Svezia. E nessun siriano è voluto andare. Stessa situazione in Grecia, con un primo drappello di siriani che però dovrebbero partire per il Lussemburgo. “Non si rifiutano tanto di andare perché non vogliono andare in Lussemburgo – viene spiegato – ma quanto perché hanno paura di essere riportati fuori dall’Ue”.

Solo 291 guardie di frontiera, rispetto alle 775 richieste, sono state rese disponibili a Frontex dagli Stati membri Ue e da quelli associati a Schengen: hanno risposto 19 Paesi su 32. In termini di ore lavorative, le disponibilità ricevute coprono circa un quarto delle necessità indicate dall’agenzia europea.

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