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Ladro ucciso: per gli investigatori non è stato colpito in casa

“Gli ho sparato dentro casa, lui era minaccioso e poi si è trascinato fuori sulle scale esterne ancora vivo”. E’ quanto avrebbe riferito agli inquirenti il pensionato Francesco Sicignano indagato con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso un ladro poco più che ventenne, nella sua abitazione a Vaprio D’Adda.

L’uomo ha detto di aver sparato in cucina dalla distanza di 2,5 metri. “Se avessi saputo che l’uomo era disarmato non gli avrei sparato addosso ma in aria” ha aggiunto il 65enne.

Nel suo appartamento non sono state però trovate tracce di sangue. Dai primi accertamenti l’ipotesi è che l’uomo gli abbia sparato quando era ancora fuori dall’abitazione. Un’ipotesi che non si allinea con quanto raccontato dall’indagato. “Il mio assistito – ha detto l’avvocato – ha detto di aver visto l’ombra di un uomo nella cucina della sua casa, e di avergli detto ‘cosa stai facendo’: a quel punto l’uomo invece di allontanarsi gli è venuto incontro come per aggredirlo e lui ha sparato”. Il giovane sarebbe stato colpito frontalmente con un proiettile al cuore.

Sul caso interviene anche il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che conferma che la Regione pagherà le spese processuali di Sicignano: “Penso che l’imputazione di omicidio volontario sia incredibilmente sbagliata e penso che sia dovuta alla necessità di compiere certe indagini, ma poi se ci sarà il processo nei confronti di questa persona, e spero di no, al massimo sarà eccesso colposo di legittima difesa. Allora noi appronteremo la difesa legale, sostenendo le spese”.

Il pensionato è sostenuto anche dai suoi concittadini. Ieri un lungo corteo ha sfilato per le strade di Vaprio D’Adda in segno di solidarietà verso l’uomo. I manifestanti si sono poi fermati davanti al portone della sua villetta e lui, per ringraziare, si è affacciato dal balcone e ha salutato la folla.

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