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Arresto Mantovani, Maroni: “La giunta non è a rischio”

Milano – E’ bufera politica sulla Regione Lombardia dopo l’arresto del vicepresidente della Giunta regionale, Mario Mantovani, accusato di aver favorito gare truccate nella Sanità.

L’opposizione chiede la sfiducia del presidente della Regione, Roberto Maroni (che potrebbe essere discussa il 20 ottobre), la maggioranza, invece fa quadrato attorno al vicepresidente ma anche ex senatore, ex sottosegretario alle Infrastrutture, ex sindaco di Arconate ed ex coordinatore regionale del Pdl. Lui, che intanto ha passato la sua prima notte a San Vittore, si dichiara “estraneo ai fatti” e si autosospende.

La giunta lombarda però “non è a rischio – assicura Maroni da Bruxelles – e non risultano tangenti pagate per la Sanità in Lombardia”. E precisa: “Tutto quanto è stato scritto sui giornali è un attacco politico, ha ragione Salvini”.

Dal canto suo, il leader della Lega ricorda “che la Lombardia l’anno scorso ha curato un milione e mezzo di persone e centinaia di migliaia di italiani arrivati da altre Regioni per un miliardo di euro”. E definisce l’inchiesta della Procura di Milano un “attacco politico alla Regione meglio governata d’Italia” e uno “sputtanamento mediatico” finalizzato a “nascondere i problemi del Pd e le cene di Marino e Renzi”.

Entrambi gli esponenti del Carroccio difendono poi l’assessore all’Economia Massimo Garavaglia, indagato nell’inchiesta della Procura di Milano. “Dimettersi? Neanche per idea” dice Maroni. “E’ accusato di turbativa d’asta perché ha ricevuto una lettera da un’associazione su una gara. Ha preso la lettera e l’ha mandata all’assessorato scrivendo: ‘Si può fare qualcosa?'”. “Sono decine le lettere così che smisto in tutti gli assessorati. Se questo è un reato – aggiunge Maroni – sono colpevole. Mi autodenuncio”. Stessa posizione quella di Salvini: “Mi autodenuncio: anche io aiuto, incontro, ascolto, giro lettere e telefonate di decine di associazioni di volontariato”.

Le opposizioni al Pirellone sono invece sul piede di guerra. E, compatte, hanno firmato la mozione di sfiducia al governatore Maroni. Il testo, sottoscritto da Pd, Patto Civico e M5S, è stato depositato oggi, 14 ottobre, e secondo il regolamento dovrà essere discusso alla prima seduta utile del Consiglio regionale della Lombardia, al momento prevista il 20 ottobre. “Solo una guida autorevole e stabile, che abbia rinsaldato il rapporto di fiducia instaurato con i cittadini attraverso il voto può oggi salvare l’istituto regionale dalla crescente sfiducia e dall’irrilevanza politica”.

L’inchiesta – Secondo la Procura di Milano, Mantovani, da assessore alla Sanità avrebbe truccato una gara d’appalto da 11 milioni di euro sul trasporto dei malati dializzati. Da sindaco e senatore del Pdl, invece, si sarebbe fatto ristrutturare gratuitamente la villa nel Padovano e avrebbe avuto un architetto a sua “esclusiva disposizione”. Architetto a cui non avrebbe mai versato una parcella per lavori per sé, per il figlio o per la sua attività di imprenditore oppure per il Comune di Arconate, ma che avrebbe ricompensato facendogli ottenere importanti commesse pubbliche in ospedali e scuole.

Agli arresti ci sono anche Giacomo Di Capua, stretto collaboratore del vicepresidente, e l’ingegnere del Provveditorato Opere Pubbliche per Lombardia e Liguria, Angelo Bianchi. Risulta invece indagato l’assessore lombardo Garavaglia.

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