Aversa

“Più Europa”, a rischio 20 milioni di euro

Aversa – Al danno la beffa. Accanto ad opere che non vedrebbero mai la fine si registrerebbe anche un appesantimento per le casse comunali di poco più di venti milioni di euro. Una sorta di bancarotta, in pratica, se le opere programmate nell’ambito dei “Più Europa”, i cui lavori sono iniziati, non finiranno entro il 31 dicembre prossimo. Infatti, accanto alla mancata erogazione dei contributi comunitari necessari per il completamento, la Comunità Europea chiederà il rimborso delle somme già erogate ai singoli avanzamenti di lavoro.

Una situazione che vede in Campania e in Italia diversi comuni, tra cui Aversa, che, come dicevamo, o perché non inizia o perché non finisce, potrebbe vedere sfumati oltre venti milioni di euro.

Ad essere in ballo opere di importanza strategica quali il restyling di via Roma e del parco urbano Pozzi, il rifacimento di Casa Cimarosa, i sagrati, il polo giudiziario a San Domenico e aulari nella scuola di ingegneria della Sun. Opere che, in verità, non possono essere viste tutte allo stesso modo. Ci sono, infatti, tre grosse tipologie.

Una prima è relative ad opere i cui lavori sono già iniziati e stanno per terminare. In questo filone, in primo luogo via Roma con il progetto bike-sharing (costo 2milioni e 400mila euro) che non dovrebbe avere problemi di sorta considerato che entro l’anno il termine dei lavori dovrebbe essere ampiamente assicurato nonostante i ritardi.

Più incerto, invece, l’esito per il restyling del parco Pozzi (costo tremilioni di euro) che potrebbe non terminare completamente entro la fine dell’anno in corso con la conseguente perdita delle somme ancora da erogare e la restituzione di quelle già pervenute.

Stessa situazione per gli aulari all’interno dell’Annunziata (4milioni e 500mila euro), questa volta a carico della Sun.

Il secondo riguarda opere che non sono iniziate a causa di ricorsi delle ditte giunte seconde alle gare di appalto. Opere che, quindi, non vedranno mai la luce. Stiamo parlando del restauro della chiesa dello Spirito Santo (duemilioni e 500mila euro previsti) da adibire a Fondazione Cimarosa e il progetto dei sagrati o 100 chiese (tremilioni e 500mila) che prevedeva un interessante percorso nel centro storico.

Lungi dall’iniziare entro l’anno, infine, le opere del terzo filone: il completamento del restauro della casa natale di Cimarosa (750mila euro) dove i rilievi della Soprintendenza non hanno reso possibile l’avvio della gara e il polo giudiziario all’interno di San Domenico (5milioni aggiudicati nel dicembre scorso) il cui progetto esecutivo è stato approvato a settembre nel corso dell’ultima giunta dell’amministrazione Sagliocco.

E’ una lotta contro il tempo ma anche la burocrazia europea quella messa in atto in Campania per non perdere centinaia di milioni già concessi dagli organismi comunitari. Il primo escamotage trovato per evitare un’emorragia di euro è quello del lotto funzionale autonomo. Ossia, del riconoscimento del diritto al finanziamento anche di un’opera parzialmente eseguita se si dimostra che anche in questo caso abbia una sua autonomia funzionale. Dall’altro lato, il governatore della Campania De Luca sta cercando di ottenere una sorta di proroga: fare in modo che una parte dei finanziamenti comunitari previsti per il settennato 2014 – 2020 vada già coprire i costi del completamento delle opere iniziate e non ancora completate. Sull’argomento da segnalare, per Aversa, l’attivismo del commissario prefettizio Mario Rosario Ruffo che si sta muovendo in prima persona insieme al dirigente comunale incaricato Claudio Pirone.

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