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Madonna, “Rebel Heart Tour”: la regina del pop è tornata

Madonna, 57 anni, e non sentirli sul quel palco di Montreal nella prima tappa del tour mondiale “Rebel Heart” ha ripreso ad essere la regina assoluta del pop e della musica internazionale.

D’altronde non sono questi appellati che si possono perdere facilmente. E quindi la cantante, tra croci e il giusto mix tra oriente e occidente, mescolati sapientemente alla mania di perfezione che contraddistingue ogni suo lavoro, ha dato il meglio di sé, Circondata da ballerini vestiti da guardie imperiali e ballerine che si ispirano alle moderne geishe.

Il “Rebel Heart Tour” di Madonna – che arriverà al Palalpitour di Torino il 19,20 e 21 novembre – ha debuttato ieri sera al Bell Center di Montreal rivelandosi il più grandioso che la Material Madam abbia mai concepito da quel famoso “Siete già caldi” che intonò prima di cominciare a cantare al Comunale (sempre di Torino) nel lontano 1984.

Il “Rebel Heart” è uno show gigantesco, che ha costretto Madonna a rinviare di un paio di settimane la prima (inizialmente prevista il 28 agosto a Miami) per mettere a punto un meccanismo complesso fatto di un corpo di ballo numeroso, balletti elaborati, continui cambi di costumi e di scene. Aperto con un rosso acceso e fiammante, sinonimo di forza e passione, il palco poi è stato prolungato con un’ampia passerella terminante dal lato opposto del parterre con una pedana a forma di cuore.  E’ qui che prende vita il movimento, fra sbandieratori, suorine che fanno la lap dance, croci, pretacchioni muscolosi che ascoltano “Devil Pray” (una morale contro l’alcol e le droghe), uno sbandieratore di chiffon, una scala a chiocciola sulla quale la stessa Madonna intreccia un balletto con un muscoloso aspirante che cade giù come un angelo senza farsi nulla. Non c’è un attimo di pausa in due ore, ma questa volta la popstar utilizza interi video dei brani per cambiarsi e prendere fiato. La sua performance è energica, rivela prove massacranti, il suo fisico è assai più esile del solito.

Non manca poi la gabbia – elemento debitamente abusato anche dalla sua giovane concorrente, Lady Gaga – dalla quale si libera per cantare “Iconic”, con le figure registrate di Mike Tyson e Chace the Rapper, e disquisisce di censura e dittatura. Sarà per due ore una corsa folle dentro le canzoni dell’ultimo album “Rebel Heart”, in fondo discontinuo tanto quanto lo spettacolo; esse poi però lasciano a sorpresa il posto a episodi felicemente celebrativi della sua carriera complessiva, con un senso di orgoglio non celato: “True Blue”, “Like a Virgin” tutta costruita sui tamburi, “La Isla Bonita” che tira in ballo il flamenco fra tori, toreri con la muleta e un chitarrista del ramo, “Who’s that Girl” ancora nella stessa chiave, con un divertente quadretto folk; e “Material Girl”, che non cantava da moltissimi anni. “Music” è in perfetto stile Broadway, con lustrini e paillettes e l’atmosfera del musical. In conclusione, “Holiday”, il suo primo successo, avvolta nella bandiera canadese.  Insomma, ancora una volta il vecchio e il nuovo che si mescolano mostrando come, quella pantera 57enne, non è per niente agèe per il mondo della musica.

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