Aversa

Lavoro notturno, i vigili urbani scrivono al commissario e al comandante

Aversa – Polizia municipale sul piede di guerra. L’ascia è stata dissotterrata con un comunicato congiunto del Sulpm e Cisl, firmatari Sparapano e Mozzillo, diretto al dirigente della Polizia locale, il comandante Stefano Guarino, al commissario prefettizio Michele Campanaro e alla dirigente ad interim al personale Anna di Ronza, avente ad oggetto: “Lavoro notturno comparto Polizia Municipale”.

“Il disagio generato dalla circostanza che la SV continui a disporre prestazioni lavorative in orario notturno in assenza di accordo decentrato e senza garantire il minimo della sicurezza necessaria agli operatori, inizia ad assumere contorni abbastanza preoccupanti e seri, i dipendenti iniziano a rivolgersi a questa organizzazione sindacale chiedendo di essere assistiti per potersi sottoporre a visita medica e/o inoltrare domande di mobilità sia interna che esterna. Da tempo – si legge nella nota – il personale della Polizia Municipale, composto da operatori la cui età media supera i 45 anni, lamenta l’accumulo di stress psico-fisico e disagi di varia natura derivanti dalla anomala condizione lavorativa che sta caratterizzando l’organizzazione dei turni di lavoro e le condizioni del lavoro stesso. Si è costretti ad operare in un contesto socio-ambientale molto complesso dove ad una già pesante ed attualmente non legittima articolazione dei turni di lavoro si sovrappone una organizzazione molto approssimativa ed una capacità operatività oramai ridotta quasi a zero”.

I sindacati di categoria lamentano anche “il mancato rispetto, da parte del datore di lavoro, delle numerose norme poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento al lavoro notturno, anche in considerazione del fatto l’attuale inquadramento del personale della Polizia Locale non prevede causa di servizio ed equo indennizzo, pertanto gli accertamenti medici dovuti assumono fondamentale rilevanza”.

Il personale della Polizia Municipale, infatti, da tre anni non viene sottoposto alle visite mediche periodiche come previsto dall’articolo 41 Dlgs 81/2008 con necessario accertamento di idoneità al lavoro notturno. Manca l’accordo a livello di Ente in cui si preveda espressamente la possibilità di fare ricorso al lavoro notturno, cioè dalle 22 alle 6, così come era avvenuto per gli anni 2013 e 2014, altra circostanza particolarmente grave se si tiene presente l’esponenziale aumento del rischio durante il lavoro in orario notturno che si è effettuato anche e soprattutto nella speranza che a tali “nuove” attività ed al pieno coinvolgimento della Polizia Municipale nelle politiche di sicurezza cittadine corrispondesse poi una riorganizzazione del Corpo, una nuova e necessaria formazione, nuove dotazioni, ecc., ad oggi il corpo non solo perde personale per pensionamenti e poco condivisibili “assegnazioni temporanee” ad altri uffici ed enti, ma perde anche tutto il resto, infatti quel poco che si aveva a disposizione diviene inutilizzabile perché oramai troppo vecchio o usurato.

“Questo avviene – scrivono i caschi bianchi – in un contesto socio-ambientale che si è molto modificato negli ultimi  anni rendendo molto più complesso, articolato e rischioso il controllo del territorio, rischio che diventa molto più concreto a causa delle mancanze provenienti dalla parte datoriale, infatti al personale non sono mai stati forniti gli strumenti operativi e i dispositivi di protezione individuale, nonché adeguata formazione, tutte cose indispensabili allo svolgimento di attività di polizia stradale e/o di controllo del territorio in generale”.

Si passa, poi, ad elencare le carenze di mezzi: “Manca un apparato radio efficace che metta in comunicazione le pattuglie sul territorio tra loro e con la centrale operativa, attualmente tale “apparato” è stato ‘autocostruito’ con  una vecchia radio smontata da un veicolo rottamato che sarebbe la radio della Centrale Operativa, mentre gli operatori hanno a disposizione poche e poco funzionanti “radioline” portatili. Non si ha a disposizione un etilometro, oramai strumento indispensabile a chiunque voglia svolgere una seria ed efficace attività di controllo di polizia stradale, ricordando che la prova con l’etilometro ‘sarebbe’ obbligatoria in caso di sinistro stradale e la Polizia Municipale di Aversa rileva circa 300 sinistri stradali all’anno senza essere nelle condizioni di effettuare tale prova, ma come se non bastasse da circa 4 anni non si ha a disposizione neanche il minimo indispensabile per la rilevazione dei sinistri stradali. La attuale organizzazione del Corpo non prevede un ufficio di polizia stradale ed uno di polizia giudiziaria che sarebbero invece utilissimi per coordinare e completare tutte quelle attività d’ufficio che necessitano di un seguito più o meno complesso e/o di un supporto. Si hanno a disposizione veicoli non idonei a svolgere servizi di polizia stradale e/o di controllo del territorio, si tratta di piccole utilitarie allestite con appena lampeggianti e sirena, la maggior parte non sono dotate di radio trasmittenti veicolari. I sei motocicli di cui è in possesso il comando da circa tre anni pur essendo regolarmente assicurati sono stati abbandonati nel piazzale del comando. Per il prossimo inverno il personale avrà grosse difficoltà a garantire l’uso quotidiano della uniforme”.

“Nel caso in cui non sia possibile assicurare le condizioni minime di sicurezza e neanche un servizio efficace si prenda atto che il servizio non può essere disposto perché nessuno può pretendere che i lavoratori rischino la loro incolumità continuando a sacrificarsi, tale sacrificio non  è più possibile e se non è garantita la sicurezza minima del personale a maggior ragione non può essere garantita, da questo  stesso personale, quella dei cittadini”, concludono i sindacalisti.

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