Esteri

Reporter uccisi, Obama: “Armi troppo facili negli Usa”

Freddati durante una diretta televisiva per l’emittente locale Wdbj. La giovane giornalista Alison Parker, 24 anni, e il cameraman Adam Ward, di 27, divengono in pochi secondi vittime della furia omicida dell’afroamericano Vester Lee Flanagan, 41 anni, ex dipendente dell’emittente tv.

È un pomeriggio quieto in Virginia. La Parker si trova dinanzi al Bridgewater Plaza, centro commerciale vicino allo Smith Mountain Lake, e si cimenta in un’intervista a Vicki Gardner, direttrice della locale Camera di Commercio, rimasta poi ferita.

Il sorriso sghembo della giornalista viene mozzato da dei mirati colpi di pistola. Il rumore è sordo, ma chiaro e la trasmissione in diretta viene subito bloccata. In studio, la presentatrice è visibilmente scossa.  “Non siamo sicuri di cosa sia successo lì. Cercheremo di capire cosa fossero quei suoni”, dichiara. Poi arriva la notizia drammatica della morte dei due colleghi.

La dinamica è tanto semplice quanto inquietante: Flanagan era stato licenziato e, secondo la sua deposizione, si era sentito offeso da alcuni presunti commenti razzisti della Parker, promessa sposa di Chris Hurst, conduttore della stessa tv.

Il killer ha ucciso i suoi ex colleghi, braccato dalla polizia si è sparato un colpo di pistola sulla statale 66 a Faquier County. Portato in ospedale è morto poche ore dopo.

Preso dal delirio, prima del suicidio, ha pubblicato il video sui social sotto lo pseudonimo di Bryce Williams. Flanagan era convinto che la Parker fosse stata assunta dopo i suoi commenti razzisti. L’uomo aveva inutilmente denunciato le sue perplessità alla Equal Employment Opportunity Commission.

Aveva, perfino, inviato un fax di ben 23 pagine alla Abc News che ha poi consegnato il carteggio agli investigatori. Nel lungo documento, l’omicida avrebbe rivendicato l’attentato come una vendetta per le stragi di Virginia Tech, della Columbine High School e la recente strage nella chiesa di Charleston, dove il 17 giugno erano stati assassinati nove afroamericani. “Quello che mi ha mandato fuori di testa è stata quella sparatoria. E sui miei proiettili ho inciso le iniziali delle vittime”, ha aggiunto Flanagan.

Il presidente Barack Obama è stato duro: “Il numero di persone che in America muore a causa delle armi da fuoco è molto superiore a quello delle vittime del terrorismo”, ha detto nel corso di un’intervista a una tv di Filadelfia.

Precedentemente era arrivato un commento dal portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, che ha poi inviato le condoglianze del presidente ai familiari delle vittime: “La tragedia dei due reporter uccisi in diretta tv in Virginia sottolinea come sia urgente che il Congresso approvi una stretta sulle armi”.

Hilary Clinton, candidata alla nomination democratica per la presidenza Usa, ha invece affermato: “Con il cuore spezzato e arrabbiato. Dobbiamo agire per fermare la violenza con le armi da fuoco e non possiamo più aspettare. Prego per le famiglie delle vittime in Virginia”.

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